Un viaggio nella storia … i bronzi di Riace

bronzi di riace 1Alberto Angela nel suo libro “ I bronzi di Riace “ prova a farci rivivere la storia di questi due capolavori che il mare ha restituito ancora splendidi ma avvolti da un grande mistero.

Furono scoperti il 16 agosto 1972 da Stafano Mariottini, un subacqueo romano in vacanza in Calabria, nel tratto del mar Jonio del comune di Riace Marina durante un’immersione a circa 200 metri dalla costa e alla profondità di circa 8 metri. L’eccezionalità del ritrovamento fu subito chiara e il recupero fu curato dalla Soprintendenza con la collaborazione del Nucleo Sommozzatori dei Carabinieri di Messina.


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Le due statue non hanno un nome e vengono semplicemente indicate con A e B; secondo studi più recenti, il bronzo A, detto il giovane,  potrebbe rappresentare Tideo, un feroce eroe proveniente dall’Etolia, figlio del dio Ares. Il bronzo B, detto il vecchio, raffigurerebbe invece  Anfiarao, un profeta guerriero. 
Le statue furono con probabilità realizzate ad Atene e poi imbarcate  per essere portate a Roma.

Il giovane è alto 1,98 e il vecchio 1,97. Al momento del ritrovamento pesavano circa quattrocento chilogrammi; ora, in seguito allo svuotamento interno, il loro peso è diminuito a circa centosessanta chili. Entrambi sono realizzati in un bronzo detto “binario” perché formato dalla lega di due metalli : il rame e lo stagno. L’utilizzo di questa lega era tipico nel V secolo a. C.

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Dopo le prime operazioni di pulitura, nel 1975 le statue vengono trasferite al Centro di Restauro della Sopraintendenza alle antichità della Toscana a Firenze. I lavori ebbero inizio nel gennaio del 1975 e le due statue vennero subito sottoposte a radiografie per conoscerne la struttura interna e ben presto i ricercatori si accorsero che la minaccia maggiore veniva dall’interno delle statue con delle fuoriuscite ci prodotti corrosivi; da qui la decisione di svuotare le statue.

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Nel dicembre del 1980, finiti i lavori, vengono esposti al pubblico in una mostra a Firenze fino al giugno del 1981; a luglio dello stesso anno, lungo la via di ritorno in Calabria, fanno tappa a Roma per volere del presidente della Repubblica Sandro Pertini per poi essere collocati in via definitiva nel Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria.

Negli anni 1992 – 1995 viene effettuata una nuova operazione di restauro per ultimare quello iniziato a Firenze; lo scopo adesso non era più solo quello di svuotare i Bronzi ma di studiare la tecnica con cui veniva modellata l’anima interna e i procedimenti di fusione delle statue dell’antichità. Alla fine del restauro, i bronzi sono stati trattati sia esternamente che internamente con il BTA (benzotriazolo), una sostanza che inibisce la corrosione del rame e delle leghe che lo contengono come il bronzo. 

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Oggi è di nuovo possibile vedere i bronzi; l’accesso alla Sala dei Bronzi di Riace è consentito solo a gruppi di massimo venti persone alla volta ed è soggetto a limitazioni di tempo, secondo il seguente programma:
 sosta di circa 20 minuti nella sala pre-filtro, durante i quali un video intratterrà il pubblico con aggiornamenti sullo stato della ricerca sui Bronzi di Riace;
 sosta di circa 3 minuti nella sala filtro;
 visita ai Bronzi di circa 20 minuti;
 uscita.

L’entrata al Museo è a pagamento: 5 Euro il biglietto intero, 3 Euro il biglietto ridotto per i visitatori dai 18 ai 25 anni.

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visita i Bronzi di Riace

Articolo scritto da Graziella La Rosa

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