Tra Svevi , Normanni e Garibaldini…la meravigliosa Sicilia Occidentale

Il breve itinerario che vi proponiamo in soli otto giorni vi condurrà attraverso le principali e più rappresentative località della Sicilia Occidentale, sulle tracce di vicende e di personaggi che hanno fatto la storia d’Italia e d’Europa.

1° giorno – Palermo
All’aeroporto di Punta Raisi verrete accolti dall’accompagnatore che vi condurrà alla navetta: in cinquanta minuti giungerete alla stazione centrale di Palermo e da lì condotti in hotel per la sistemazione.
Dopo una breve sosta, e magari una deliziosa granita, sarete pronti per iniziare il tour per le vie di una delle città multiculturali più interessanti d’Europa.
Amata da Federico II, Palermo è un museo a cielo aperto. Passeggiando per le vie di questo paese delle meraviglie vi imbatterete nei Quattrocanti, l’incrocio tra Via Vittorio Emanuele e via Maqueda , storica piazza sulla quale si aprono le facciate convesse dei palazzi nobiliari seicenteschi, ospitanti le nicchie con le statue delle sante protettrici di Palermo, Cristina, Ninfa, Oliva e Agata…quest’ultima poi soppiantata da Santa Rosalia, a santuzza per eccellenza. In realtà i Quattro Canti segnavano l’ingresso alle quattro zone cittadine , ognuna affidata alla protezione di una delle sante.
Continuando la passeggiata per via Maqueda, vi imbatterete in Palazzo Comitini, voluto dal Principe di Gravina alla metà del Settecento, un vero luogo da fiaba… e come sua Eccellenza il Principe salirete lo scalone che dalla corte interna porta al loggiato superiore e da lì alla sala delle Armi, e alla sala Verde con il magnifico lampadario di Murano, e poi la meraviglia della sala della Martorana, oggi splendida sede del Consiglio Provinciale, con le boiseries settecentesche e gli specchi incastonati delle pareti per dare luminosità e risalto all’affresco del Trionfo del Vero Amore, sulla volta : il carro della Saggezza, dopo aver sconfitto l’Avarizia, la Falsità e la Perfidia, travolge Eros ed Invidia.
Dalle glorie del Settecento alla magnificenza normanna del Palazzo della Regione, cuore pulsante del governo dell’isola: Palazzo dei Normanni, appunto, che racchiude, come il tesoro in uno scrigno, la Cappella Palatina, la Basilica della famiglia reale, che ancora stupisce il visitatore già dalla sua facciata con l’orologio delle ore canoniche, in pietra funzionante ad acqua. Varcata la soglia verrete rapiti dal fulgore dell’oro che risplende da tutti i mosaici che ricoprono le pareti della Cappella e ammaliati dallo sguardo magnetico del Cristo Pantocratore della calotta dell’abside.
Per chi ama gli spettacoli forti, da non trascurare le mummie nelle Catacombe dei Cappuccini, sotto la chiesa di Santa Maria della Pace. L’inconsueto spettacolo dei corpi dei frati cappuccini mummificati, per mera casualità, a cominciare dal corpo di frate Silvestro da Gubbio per finire con la tenerissima sepoltura di Rosalia Lombardo, datata 1920, la bimba di appena due anni che sembra essere stata appena rapita dal sonno e adagiata amorevolmente nella bara-culla dalle braccia dei genitori…uno strazio, che strapperà a chiunque una preghiera in ricordo di quell’antico dolore.
Ed ancora, nel quartiere della Kalsa, Palazzo Steri, Hosterium Magnum ovvero palazzo fortificato, simbolo del potere della nobilissima famiglia dei Chiaramonte, conti di Modica, che in Sicilia, tra due e trecento, ebbero un regno nel regno. Il Palazzo fu sede dell’Inquisizione siciliana e porta ancora le tracce dolorose del suo passato nelle scritte e nei graffiti lasciati sulle pareti dai prigionieri ivi rinchiusi.
E poi ancora un giro nei mercati della Vucciria o di Balllarò, da cui si scorge la chiesa della Madonna del Carmine, visibile da lontano con la sua cupola maiolicata e i telamoni che la sorreggono.
Le vie di Palermo offriranno l’occasione di degustare prodotti tipici d’eccellenza, dallo street food alle panelle, al panino con la meusa, ai locali rinomati.
Rientro in hotel. Cena e pernottamento.

2° giorno – Monreale/Bagheria
Prima colazione in hotel. Spostamento nella vicina località di Monreale, pochi km da Palermo, dove è possibile visitare il capolavoro dell’architettura Normanna.
E’ il Duomo di Monreale, con l’annesso Chiostro dei Benedettini. Secondo solo a Santa Sofia ad Istanbul per bellezza e ricchezza dei mosaici e per grandezza, il Duomo fu voluto da Guglielmo II detto il Buono nel 1172, dopo che la Madonna gli era apparsa in sogno rivelandogli dove il padre, Guglielmo detto il Malo, aveva sepolto un cospicuo tesoro. Il giovane sovrano eresse una basilica a gloria del Signore e per la realizzazione dell’opera chiamò un celebre architetto palermitano che, pare, avesse un fratello gemello, architetto anche lui che, però, lavorava alla costruzione del Duomo di Palermo. Tra i due fratelli nacque una grande rivalità che li spinse a dare il meglio, ed oggi ancora lo ammiriamo, ma che condusse alla distruzione morale dei due tanto che entrambi morirono suicidi. In realtà è solo una leggenda che ripercorre le tappe della storica rivalità tra Palermo e Monreale.
Entriamo, in silenzio in Chiesa, dalla porta ad Ovest e andiamo verso Est , alla ricerca dell’Abside, percorso che è paradigma della vita del fedele, si entra dal mondo delle tenebre, del peccato, da dove tramonta il giorno, e si va verso la Luce, dove Gesù Pantocratore ci accoglie come “un sole che sorge dall’alto”.
Lo sguardo di Cristo vi segue ovunque nel Duomo, fino all’uscita, dove troviamo la Madonna dell’Odigitria, dei pellegrini, che con il suo sguardo dolcissimo e il bambinello in braccio raccomanda a chi esce di portare il messaggio di Cristo nel cammino della vita.
Nel pomeriggio vi attende Bagheria, l’antica Baar al Gherib, letteralmente la porta del vento in arabo.
Bagheria era la località preferita dai nobili palermitani per trascorrere le vacanze estive. Nascono così le stupefacenti ville Settecentesche , alcune oggi visitabili anche all’interno. I nobili palermitani rivaleggiavano tra loro in fasto e originalità nella realizzazione delle loro dimore che rivelano , però, un unitario riferimento alla filosofia alchemica, dalle sculture del dio Mercurio, presente ovunque, che soprassedeva alla trasformazione della materia, all’impianto planimetrico che ricalca l’Opera alchemica e i viaggi iniziatici dei maestri. Pare che vi fosse l’intento di fare di Bagheria un rifugio per i nobili illuminati che desideravano sfuggire all’opprimente clima di austerità che l’Inquisizione aveva creato a Palermo.

I migliori esempi sono la Villa Valguarnera, dove si trovano sette sedili in pietra riferentisi ai sette stadi di trasformazione della materia e le eleganti coffee houses in stile neoclassico, con affreschi; la Villa Palagonia , conosciuta anche come villa dei Mostri per le grottesche sculture che si trovano nel parco, e che ospitò Goethe nel 1787; la Villa Spedalotto dove nel 1991 furono girate alcune scene di Johnny Stecchino.
Degustazione dei piatti tipici locali. Sistemazione in hotel a San Vito Lo Capo, cena e pernottamento.

3° giorno – San Vito Lo Capo/ Riserva dello Zingaro
Prima colazione in hotel
Un giorno di sole e di mare cristallino vi attendono a San Vito Lo Capo, attrezzato con strutture alberghiere per tutte le tasche. Se sarete in giro a fine settembre, le vie della cittadina vi accoglieranno con il profumo di Cous Cous che parla le lingue del mondo: é l’omonimo Festival , che non è solo cibo, ma anche musica e spettacoli di ogni genere.
Poco distante da San Vito Lo Capo si può visitare la Riserva dello Zingaro, una delle più estese e più ricche d’Italia e prima riserva marina di Sicilia, istituita nel 1981.
La Riserva è visitabile sia via terra, addentrandosi per i sentieri del parco verso le calette di Torre dell’Uzzo, Marinella, Del Varo, dello Zingaro, o via mare , con partenze giornaliere da San Vito Lo Capo.
La natura offre in questo lembo di Sicilia il meglio di sè , con una vera esplosione di colori e profumi, quelli dell’olivastro, dei mandorli, delle orchidee selvatiche e della palma nana, usata sin dai tempi antichi per realizzare oggetti di uso quotidiano; ed ancora , con un po’ di pazienza, l’esperienza sarà arricchita dall’avvistamento dell’Aquila del Bonelli, della Poiana, del Nibbio, del Gheppio .
Nella Riserva si trova il complesso del Museo dello Zingaro, in realtà si tratta di ben cinque musei, il Museo Naturalistico, il Museo delle Attività Marinare;il Museo della Civiltà Contadina;il Museo della Manna;il Museo dell’Intreccio, che raccontano la natura del luogo e le attività artigianali.
Degustazioni di prodotti tipici locali. Sistemazione in hotel a Trapani. Cena e pernottamento.

4° giorno – Trapani
Prima colazione in hotel
Il capoluogo di provincia più occidentale di Sicilia è uno scenario Barocco indimenticabile e terra del prezioso corallo, che è possibile ammirare e acquistare nei monili venduti nelle oreficerie cittadine, pezzi unici, figli della maestria degli artigiani locali che non amano ripetersi.
La città è tutto un susseguirsi di edifici barocchi , per lo più di natura religiosa, ed edifici nobiliari e militari, austeri e solidi.

La Basilica di Maria Sanissima Annunzia, la Chiesa del Collegio dei Gesuiti, la trecentesca Chiesa di Sant’Agostino con il magnifico rosone , un vero ricamo in pietra chiara, la Chiesa di San Pietro che ospita l’organo più antico della città, realizzato con 4000 canne da Francesco La Grassa, la Chiesa di San Domenico, che ospita un crocifisso ligneo famoso in tutto il mondo per il suoi poteri miracolosi.
E poi palazzo Chiaramonte, Palazzo San Severino e Palazzo Pepoli che ebbe l’onore di ospitare persino l’imperatore Carlo V, la Porta Oscura, che esisteva già al tempo dei cartaginesi, la Torre di Ligny con il vicino Viale delle Sirene che offrono una terrazza sul mare dove per secoli popoli di tutto il mediterraneo si sono incontrati e scontrati.
E poi da non perdere al tramonto la passeggiata sulle mura di Tramontana verso il Bastione Conca, sospeso sul mare di Sicilia, prima di andare a gustare un piatto di pesce o una deliziosa pizza rianata, magari nella pizzeria più famosa della città e che dal 1946 accoglie gli avventori in quelle che furono…stanze di una casa d’appuntamento.
Rientro in hotel e pernottamento

5° giorno- Erice
Prima colazione in hotel e poi, in automobile o pullman per una stradina tortuosa o con la funivia che offre lo spettacolo di Trapani e delle isole intorno si giunge ad Erice, spesso avvolta nella nebbia, come se appartenesse ad un altro mondo, aldilà del tempo e della storia. E’ la cittadina medioevale, dove, con un biglietto unico di pochi euro , potrete visitare percorrendo l’itinerario che tocca le attrazioni più importanti. Il Castello di Venere, sorto sui resti del tempio romano dedicato a Venere ericina, la Torretta Pepoli , arroccata su di uno sperone di roccia, oggi torre dedicata alla pace per volere di papa Giovanni Paolo II, il centro storico dalle vie lastricate in pietra e le facciate delle chiese volute dai potenti ordini religiosi e dalle famiglie nobili, il Duomo che stupisce già dall’esterno con uno meraviglioso nartece, vero capolavoro dell’architettura catalana, e la vicina torre campanaria che fu nei secoli anche torre di avvistamento perchè dai merli superiori si vede tutta la pianura sottostante.
Ed ancora il monastero di San Salvatore e il Convento di San Francesco, con le sue stanze e i giardini, ormai abbandonati, che trasudano ancora di preghiere, di incensi, di profumi antichi.
La città è un set cinematografico naturale e non sarà difficile riconoscere gli angoli in cui sono stati girati celebri film, come da recente il successo di PIF ” In guerra per Amore “.
Degustazione di prodotti tipici locali, negli antichi caffè soprattutto, come i bocconcini di marzapane e le deliziose genovesi alla crema bianca, da assaporare tiepide, accompagnate da un sorso di Marsala.
Sistemazione in hotel a Marsala, cena e pernottamento.

6° giorno – Marsala
Prima colazione in Hotel
Sul lembo più estremo della Sicilia troviamo l’antica Lylibeo, letteralmente città che guarda la Lybia, ovvero la costa africana, secondo gli antichi.
E’ sul lungomare che troviamo la stele che ricorda le origini di questa che Cicerone definì “Splendida civitas lilibetana”.
Dalle antiche origini puniche , al passaggio dei romani, agli arabi, al trionfo del Barocco, Marsala è uno straordinario trionfo di pietra chiara e architetture eleganti.
Lungo il Corso dei Mille, dopo aver varcato Porta Garibaldi, godrete della visita all’Auditorium di Santa Cecilia, l’antica Chiesa del Purgatorio, al Duomo che in origine era la Chiesa di San Tommaso di Canterbury, alla Chiesa e al Convento del Carmine.
Un giro in città offre pure l’occasione di incontrare negozi eleganti e alla moda, oltre ai locali dell’antico quartiere spagnolo che si anima soprattutto la notte, quando, chiuso il mercato del pesce che vi svolge, si riempie di musica e di allegria nei locali.
Del passaggio spagnolo si vedono già al primo ingresso in città le mura del Bastione fortificato , mentre spostandovi verso il lungo mare, si può visitare il complesso museale del Baglio dal quale si accede anche ai resti più corposi del quartiere romano con i mosaici policromi e in bianco e nero dell’insula, e diverse sepolture, oltre ai resti del cardo.
Dal Museo del Baglio, tra il profumo di mare e di timo, si entra nella chiesa di San Giovanni Battista e si scende nella cripta che ospita le pitture rupestri della Grotta della Sibilla Lilibetana, esempio del sovrapporsi di credenze religiose nel corso dei secoli.
A Marsala tutto parla dell’eroe Giuseppe Garibaldi, ma anche del vino celebre in tutto il mondo, l’omonimo Marsala, la cui preziosa produzione e i segreti del suo successo, sono ancora custoditi nelle Cantine Florio e Pellegrino, solo per citarne alcune.
Le Cantine, visitabili su prenotazione, offrono degustazioni e abbinamenti tra cibo e vino come fanno i sommelier di professione.
Le Cantine Florio, per esempio, si trovano sulla strada che da Marsala conduce verso lo Stagnone. In origine era composta di numerosi capannoni che durante la Seconda Guerra mondiale furono bombardati dagli Alleati perchè scambiati per obiettivi militari. Il personale delle Cantine vi racconterà storie e aneddoti sulla nascita e sulla fortuna del Marsala del Leone Morente, simbolo della famiglia Florio perchè…lo scoprirete durante la visita!
Poco fuori città la Riserva Naturale dello Stagnone ospita le saline e i mulini dai tipici tetti rossi e il Museo del Sale…non di rado Fenicotteri e Cavalieri d’Italia vi faranno compagnia nelle vostre passeggiate.
Dalle saline si possono ammirare le isole Egadi e la vicinissima Mozia, tutte visitabili e raggiungibili con il traghetto.
Degustazione di prodotti locali e piatti tipici, da pane e panelle, pasta con le aragoste e cannoli con la ricotta che renderanno indimenticabile il vostro passaggio a Marsala.
Sistemazione in hotel a Selinunte, cena e pernottamento.

7° giorno – Castelvetrano/Selinunte/Mazara del Vallo
Prima colazione in hotel.
Spostandoci verso l’interno della Valle del Belice , incontriamo Castelvetrano, la città del delizioso e inimitabile pane nero e della Chiesa di San Domenico che, per le decorazione a stucco e le sculture, è stata definita la Cappella Sistina di Sicilia.
Poco distante dal centro cittadino, passando per oliveti che producono l’olio di eccezionale bontà, si trova il Parco archeologico più grande d’Europa, Selinunte.
Purtroppo degli antichi templi dorici rimangono solo poche tracce, soprattutto perchè le colossali colonne furono utilizzate nel corso dei secoli come materiale da costruzione. Sono ancora visitabili i tracciati delle are e dei saccelli, e visibili i colonnati di tempio di Hera, conservato relativamente bene, il tempio F, che è il più antico , del VI sec. ac., e l’acropoli affacciata sul mare e circondata dalle possenti mura ancora oggi visibili.
Nel pomeriggio vi attende la città del Satiro Danzante, Mazara del Vallo.
La statua si trova nell’omonimo Museo: la collocazione, nella penombra della sala a lei dedicata, sembra raccontare l’emozione dell’equipaggio del peschereccio “Capitan Ciccio” che ripescò dapprima una gamba, e , qualche mese dopo, il resto del corpo di un satiro, alto 2,5 m, rapito nell’estasi della danza.
Dopo la visita la Museo del Satiro, nel cuore della città, seguite l’itinerario nella Casbah, dove si intrecciano i profumi del Cous Cous tunisino e della salsa made in Sicily, mentre si ammirano le facciate delle chiese barocche, il Chiostro dei Gesuiti, la Chiesa di Sant’Ignazio, San Vito , San Bartolomeo, Santa Caterina, ma soprattutto il meraviglioso Duomo dalla cupola ricoperta di maioliche verdi che si apre su Piazza della Repubblica, San Michele, San Nicolò Regale, finita anche in una scena del Commissario Montalbano…Alle spalle del Duomo , il Teatro di Garibaldi, il primo teatro democratico d’Italia, senza palco reale e costruito dai pescatori con i resti delle barche da pesca.
Saliamo verso Piazza Mokarta, che prende il nome dal generale arabo che nel 1075 cinse d’assedio la città, verso il giardino dalle magnolie secolari , e i resti del castello Normanno, prima di gustare un caffè sul lungo mare Mazzini e riprendere la passeggiata a ripa di mare fino a San Vito a mare, la piccola chiesa, poco più di una cappella, lambita dalle onde del Mare di Sicilia.
Degustazione di prodotti tipici. Rientro in Hotel , cena e pernottamento.

8°giorno-Salemi
Prima colazione in hotel e spostamento verso la vicina Salemi.
Sorta ai piedi del Monte delle Rose, Salemi deve il suo nome probabilmente al termine arabo Salam , segno di Pace e di speranza e fu capitale d’Italia, sebbene per un giorno, per volere di Garibaldi che issò il Tricolore dall’alto del torrione del Castello Svevo Normanno.
Nonostante la città sia stata segnata dal terribile terremoto del Belice nel 1968, Salemi conserva il fascino di una città ricca di eventi, annoverata anche nel gruppo dei Borghi più belli d’Italia.
I resti delle architetture barochhe dimostrano la ricchezza del territorio che derivava dalle colture circostanti e dalle cave di pietra camapnedda con la quale furono realizzate le sculture e i decori delle cittadine circostanti.
I resti della Chiesa Madre, sorta sul tempio dedicato a Venere, introducono in una atmosfera sospesa…oggi sono visibili la pianta e parte delle mura posteriori con l’altare. Numerose altre strutture dalla chiesa del Collegio dei Gesuiti alla Basilica paleocristiana di San Miceli arricchiscono la passeggiata in città.
Stupisce passeggiando per Salemi la presenza, oltre che i numerose chiese, anche di un quartiere ebraico, chiamato della Giudecca, e di un quartiere islamico, detto Rabato, a testimonianza della vitalità e dell’integrazione culturale che da sempre anima la cittadina siciliana.
Celebre a Salemi la tradizione dei Pani , preparati dalle donne del paese raffiguranti animali, piante e utensili da lavoro con il solo uso di acqua , farina, tanta maestria. Si ricordano i Pani di San Giuseppe con le famose Cene, piccoli altari votivi in legno coperti di foglie di mirto e alloro e decorati con i pani detti “Cuddureddi”; o i “Cavadduzzi” di San Biagio che ricordano episodi della vita della città che narrano di interventi miracolosi del santo; pani sacri sono quelli realizzati per la festa di San Francesco da Paola il 2 aprile detti “Bastone” e “Cucciddati”, I Pani di Sant’Antonio da Padova, i “Panelli” di San Nicolò da Tolentino, i pani di santa Elisabetta d’Ungheria. Inoltre ” u peri di voi” Piede di Bue confezionato con la prima farina del nuovo raccolto, i Manuzzi, in occasione della commemorazione dei defunti del 2 novembre, “u Carcocciulu” per le feste natalizie. Tale varietà di produzione ha valso a Salemi il titolo di città dei pani e a questa cospicua produzione è dedicato il Museo del Pane Rituale.
I resti di un antico e glorioso passato si mescolano con le tracce di un doloroso presente nel Museo della Mafia. Il Museo è stato ideato da Oliviero Toscani e si svilupa come un percorso didattico non solo sulla storia della Mafia ma di come il fenomeno ha modificato costumi e persino paesaggio. Il percorso inizia con le Dieci Cabine che indicano gli aspetti sui quali l’organizzazione è intervunuta, e dalla sale sull’Abusivismo Edilizio, alla Cronostoria che narra 150 anni del fenomeno mafioso, alla sala delle Pale Eoliche fino alle tele e alle dichiarazioni del pittore della mafia, Gaspare Minutolo.
Un modo per riflettere e comprendere una terra e un popolo unici nel loro genere.
Degustazioe di prodotti tipici.
Rientro a Palermo . Partenza.

Fine dei servizi

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