Toledo…la strada del Diavolo

calle1Sembra strano che una città come Toledo, abitata nei secoli passati da una numerosa popolazione di monaci e monache, prelati di ogni ordine e grado,  ospiti anche  una quantità enorme di calles, case, botteghe ed effigi intitolati al Diavolo…eppure questa è la realtà.

Numerose le “traversìa del Diablo”,  “ callejòn del Diablo”,  “ callejòn dell ’Infierno”, “mansiòn del Diablo”, tutte collocate nel cuore della città vecchia.

Non è però così assurdo se si pensa che tutto ciò è frutto della feroce persecuzione dell’Inquisizione e della politica della Controriforma.

Sembra, infatti, che durante l’infuriare della pulizia religiosa operata dagli Inquisitori, eretici e stregoni venissero  bruciati in pubblica piazza e i loro parenti  venissero obbligati ad indossare delle tuniche rosse, dette “ sanbenito”, e un copricapo dello stesso colore.

Molto spesso accadeva che tali  tuniche venissero esposte alle finestre delle case dei colpevoli, case che  la fantasia popolare, eccitata dalla propaganda degli inquisitori, finiva per immaginare  infestate da esseri diabolici e le definisse, appunto, case del diavolo, poste nelle strade del diavolo, denominazioni queste che rimasero nei secoli persino nella toponomastica cittadina, come testimonia il catasto cittadino del 1751.

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D’altra parte , una città come Toledo che ospitava una comunità eterogenea, composta di arabi musulmani, di ebrei e  di cristiani, non sempre riusciva a mantenere una perfetta armonia nella propria compagine culturale. Accadeva, allora, che gli scontri sociali divenissero leggende di ebrei stregoni e di arabi adoratori del Diavolo,  di cristiani dediti alla magia nera, tutti soggetti da punire per i misfatti che reciprocamente si imputavano.

Storie di diavoli, quindi,  di preti inquisitori, di malvagità e di degrado morale…eppure, l’animo umano volge sempre al bene e preferisce premiare le storie di amanti infelici consegnadoli alla memoria dei posteri…così, leggenda vuole che uno spregiudicato cavaliere cristiano si fosse innamorato di  una bellissima fanciulla giudea a sua volta  innamorata di un commerciante del suo stesso popolo. Il cavaliere si rivolse alla fattucchiera detta Diablesa perché facesse un sortilegio facendo cadere morto il rivale. E così fu. In tal modo il cavaliere pensava di avere la via libera per il cuore dell’amata. Doveva però saldare il conto con al Diablesa , alla quale diede appuntamento in una stradina poco frequentata nel cuore della città per consegnare il denaro pattuito. Quando la strega giunse , il cavaliere le porse le monete, ma nel momento in cui la donna le toccò fiamme improvvise  si levarono alte , bruciando la donna e il cavaliere.calle2

E fu proprio da quel momento, pare,   che quella strada fu conosciuta come il callejòn del Diablo.

Articolo scritto da Carmen Carbonaro 

 

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