A spasso per Zagabria e le Terme Tuhelj

Zagabria, viene considerata come la suggestiva capitale della Croazia, ricca di palazzi decorati ed eleganti, insomma una città tutta da scoprire . Situata sulle rive del fiume Sava, è completamente circondata da boschi e parchi ed è divisa in due parti collegate da una funicolare: la Città Alta, il nucleo più antico della capitale, e la Città Bassa, dove si trovano numerosi musei.

Tra i monumenti principali di Zagabria, capitale politica, economica e culturale della Croazia, è possibile visitare  la cattedrale, la piazza Bane Jelacic, la chiesa di San Marco e il museo storico della Croazia.

Inoltre durante tutto l’anno a Zagabria si svolgono numerosi festival che richiamano numerosi appassionati.

La parte più antica di Zagabria è Gornji Grad, la Città Alta, dove si trova la famosa Cattedrale dell’Assunzione della Beata Vergine, realizzata nel XII secolo e la torre fortificata del XIII secolo.

La cattedrale dell’Assunzione della Beata Vergine Maria è una struttura neo gotica coronata da 2 guglie gemelle, alte 108 metri, visibili da più parti della città di Zagabria. Costruita alla fine del XIII secolo sulle rovine di un edificio del 1093 distrutto da un attacco tartaro nel 1242, il suo volto attuale è il risultato di una serie di lavori che hanno interessato lo stabile nel corso dei secoli.

Nel 1880 un terremoto distrusse completamente il campanile e l’imponente cupola dato che la navata principale crollò del tutto. La cattedrale, che può ospitare più di 5 mila persone, custodisce un tesoro d’inestimabile valore con oggetti risalenti dall’XI al XIX secolo ed è il risultato degli interventi di restauro condotti da Hermann Bollé. All’interno è possibile ammirare l’altezza del soffitto a volta e la parte più antica della cattedrale, oltre ai frammenti dell’affresco dell’Annunciazione risalenti al XIII secolo.

La cattedrale è raffigurata sul retro della kuna croata da 1000,  banconote emesse nel 1993.

Da visitare anche la Chiesa di S. Marco, riconoscibile dal suo tetto con le tegole che riproducono gli stemmi medievali di Croazia, Dalmazia e Slavonia, e l’emblema di Zagabria. Una passeggiata invece, tra le caratteristiche piazze del centro storico, come la bellissima piazza Ban Jelacic, permette di scoprire le statue dell’artista croato Mestrovic. A Gornji Grad si svolge il Dolac, il mercato agricolo.

La Città Bassa di Zagabria, Donji Grad, si trova nella vallata tra Kantol e Gradec e si sviluppa intorno a Piazza Preradovića, dove si svolge il tipico mercato dei fiori e si esibiscono artisti di strada. La città bassa è ricca di importanti musei, come il Museo Mimara e la Galleria Strossmayer degli Antichi Maestri.

Tra le piazze più belle della Città Bassa ci sono Piazza Marulic, in tipica architettura di Fin du Siecle, e piazza Tgr Marsala Tia, con il neobarocco Teatro Nazionale Croato e il Dontana della vita di Mestrovic. Una passeggiata lungo via Illica, la più lunga di Zagabria, permette di attraversare di scoprire la Città Bassa, i suoi negozi, i suoi ristoranti e i suoi pub. Nella città bassa c’è l’antico Gardino Botanico di Zagabria, con oltre 10 mila specie di piante, ideali per una giornata di relax.

Tra le bellezze di Zagabria vi sono anche Le Terme Tuhelj, con servizi di alta qualità e si classificano come le destinazioni turistiche croate più importanti.

Il suo nome deriva dalla vecchia parola slava “tuhl” che significa cavità, luogo umido e negli scritti viene già menzionato alla fine del XIV secolo. Per secoli Tuhelj si è distinto come centro storico, ecclesiastico, politico e culturale e già dai tempi dei Romani, vi fu scoperta la sorgente di acqua termale. A causa del forte odore di zolfo presente nell’acqua termale, la fontana fu denominata terme puzzolenti o terme dei poveri perché vi andavano spesso a nuotare i poveri. 

Oggi costituisce il più grande complesso croato di piscine interne ed esterne e il più grande centro saune delle TermeTuhelj, famose per le sue acque termali  e il fango curativo, attirando numerosi ospiti durante tutto l’anno.

Articolo scritto da Elvira Guglielmino

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