A spasso con il Commissario Montalbano

1° Giorno – Chiaramonte Gulfi

Raduno dei partecipanti e partenza da Catania in pullman. Arrivo a Chiaramonte Gulfi, denominata balcone di Sicilia per la posizione panoramica. Visita  di alcuni luoghi caratteristici. L’Arco dell’Annunziata, che è una delle porte della cinta muraria di Chiaramonte; Santa Maria la Nova, situata nel centro del paese, fu costruita inizialmente in stile gotico con archi a sesto acuto e con soffitto in tavole fregiate con arabeschi, in seguito fu trasformata in stile barocco nel 1608. Di pregio  tre tele raffiguranti la Deposizione, la Natività e i Tre Magi, opere del concittadino Simone Ventura. Recentemente a causa degli ultimi lavori di restauro e riscaldamento, sono state rinvenute le antichissime sepolture e cripte sottostanti la chiesa.

Da visitare inoltre, la Chiesa commendale dell’Ordine Gerosolimitano di San Giovanni Battista, costruita nel XIV secolo dai cavalieri di Malta. Di grande pregio la cripta della confraternita, il quadro dedicato alla Madre della Misericordia, della scuola diretta del Caravaggio fatto dipingere a Malta nel XVIII secolo e donato al Gran Maestro dell’Ordine Tomasi, il quadro della Natività di Vito D’Anna, l’altare maggiore in marmo e il nuovo portone ornato con grandi pannelli in bronzo che raccontano la vita del santo precursore di Cristo, protettore della città.

Il Santuario della Beata Maria Vergine di Gulfi, presenta campanile e facciata settecenteschi, opera di Benedetto Cultraro. L’interno, con cinque altari, fu decorato in stucco nel XIX secolo. Secondo la tradizione sembra essere stato visitato da San Gregorio Magno, prima di essere eletto pontefice. Sostando a Gulfi e inginocchiatosi davanti l’altare della natività, pare abbia lasciato l’impronta del ginocchio impressa sul gradino, che ancora oggi si conserva nel santuario a ricordo del fatto miracoloso. Nel Santuario si venera la Vergine di Gulfi, che fu messa in mare in una cassa per sfuggire all’iconoclastia e poi sarebbe stata rinvenuta sulla spiaggia di Camarina. 

Il Palazzo Montesano, che ospita ben cinque musei: Museo degli strumenti etnico musicali, che comprende esemplari rari provenienti da tutto il mondo; Casa Museo liberty con oggetti preziosi e complementi d’arredo; Museo ornitologico, che ospita diversi esemplari di uccelli imbalsamati; il Museo dell’olio che contiene alcuni strumenti per estrarre l’olio extra vergine e la Pinacoteca con le opere dell’artista Giovanni De Vita. Infine la Chiesa di S. Vito, compatrono della città, poiché fu invocato  il suo aiuto a causa di un’epidemia di peste, scoppiata all’inizio del 1500. L’edificio risale al XVI secolo con opere d’arte pregevoli, tele e sculture eseguite dai più bravi concittadini, un imponente campanile, il più alto della città e la statua di S Vito opera dello scultore Benedetto Cultraro. 

Degustazione dei prodotti tipici in un agriturismo locale.

Arrivo in hotel. Sistemazione nelle camere riservate. Cena e pernottamento.

2° Giorno – Ragusa Ibla / Ragusa superiore

Prima colazione in hotel.

Arrivo a Ibla che costituisce il centro storico di Ragusa sorta dalle rovine dell’antica città e ricostruita secondo l’antico impianto medioevale dopo il terremoto.  Essa contiene ben 50 chiese e numerosi palazzi in stile barocco. Di grande pregio è il portale di S Giorgio  in cui è raffigurato il santo cavaliere che trafigge il drago, con la regina di Berito inginocchiata che assiste alla scena. Il portale è tra i più importanti simboli della città, poiché è stato assegnato a Ragusa  il premio Portale d’argento.

Il Duomo di S Giorgio con una facciata a torre che comprende il campanile e situata in cima ad una scalinata che ne accentua l’imponenza. All’interno si trovano le statue dell’artista Gagini e il capolavoro della ditta Serassi, l’ Organo composto da 3368 canne. Sono conservati i due simulacri che vengono portati in processione per le strade, durante la festa patronale di San Giorgio: la statua del Santo a cavallo opera dello scultore palermitano Bagnasco, che la realizzò nel 1874, e la grande cassa-reliquiario in lamina d’argento sbalzata, opera del 1818 dell’argentiere palermitano Domenico La Villa, inoltre all’interno vi è un dipinto della Madonna col Bambino con ai fianchi un Santo vescovo ed un Santo monaco, il cui ritrovamento fu considerato un evento miracoloso.

La chiesa di S Maria dell’Itria appartenuta ai Cavalieri di Malta, la Chiesa di S Filippo Neri, sorta intorno al XVII secolo grazie alla confraternita devota al santo, ha una struttura molto semplice, ma è impreziosita dal portone d’ingresso. La Chiesa di S Maria delle Scale dove è possibile ammirare una cappella rinascimentale con un fonte battesimale scolpito in un solo blocco, la Chiesa delle Santissime Anime del Purgatorio ricostruita nel XVIII secolo, a tre navate, con pregevoli tele e la statua in argento del santo.

Degustazione dei piatti tipici locali.

Nel pomeriggio visita a Ragusa superiore, situata invece sull’altopiano e da cui è possibile ammirare un’incredibile panorama.  Ragusa denominata dai letterati l’isola nell’isola a causa della sua storia che la rende diversa dal resto della Sicilia. Sarà possibile ammirare alcuni dei principali monumenti simbolo del tardo barocco dichiarati Patrimonio dell’Unesco. La Cattedrale dedicata a S Giovanni Battista, edificata sulle sue rovine verso la fine del XVIII secolo che possiede una maestosa facciata, ricca di intagli e sculture,  è arricchita da tre portali: quello centrale è ornato da colonne e statue di pregevole fattura che rappresentano l’Immacolata, il Battista e San Giovanni Evangelista, all’interno vi è il grande organo “Serassi”, con la sua monumentale cantoria in legno scolpito e dorato.

Palazzo Zacco, tra i più belli di Ragusa superiore, fu costruito dal barone Melfi.  Il portone d’ingresso è fiancheggiato da due colonne con capitelli corinzi sui quali poggia il balcone centrale con una ringhiera in ferro battuto. Gli stipiti dei balconi sono sorretti da mensoloni che contengono nel registro inferiore mascheroni grotteschi, in quello superiore figure fantastiche ,che ricalcano quelli di altri palazzi nobiliari. Nella testata ad angolo tra le due strade vi è l’enorme scudo araldico dei Melfi di S. Antonio. Con questo palazzo entra a Ragusa lo stile rococò e oggi è la sede del museo delle tradizioni ragusane.

Palazzo Schininà di Sant’Elia; fu costruito alla fine del XVIII secolo dal barone Mario Leggio Schininà marchese di Sant’Elia e primo sindaco di Ragusa superiore. La facciata dell’ala nord ha sette balconi al primo piano: nel mezzo si trova il portone centrale arricchito con ghirlande e capitelli rococò. Dal portone si accede a un cortile interno da cui si diparte il sontuoso scalone che porta ai portici del piano superiore. Palazzo Bertini, caratterizzato dalle numerose sculture come i tre imponenti mascheroni simbolo del barocco: il mendicante, il nobile e il mercante. Il primo è coperto di stracci e mostra un viso deforme con un grande naso e la bocca senza denti, il nobile, dallo sguardo fiero, ha un elegante cappello piumato da cui fuoriesce la capigliatura a boccoli, mentre il mercante ha il viso paffuto con un grande turbante ed un orecchino con una grande perla, segno di ricchezza.

Arrivo in hotel. Sistemazione nelle camere riservate. Cena e pernottamento.

3° Giorno – Modica/Scicli

Prima colazione in hotel.

Arrivo a Modica, denominata la città del cioccolato situata nella parte orientale della Sicilia. Il suo nome ebbe diverse forme: i Romani la chiamavano Mothyca, i greci Motouca e infine Mutica. Il termine verrebbe da Murika, che nella lingua dei Siculi significa “nuda roccia”, così è stato tramandato dai greci prima e dai romani dopo. Subì la dominazione di diversi popoli come ellenici, fenici, romani, bizantini, arabi e normanni. La città è divisa in tre aree principali: Modica alta, Modica Bassa e la nuova zona detta Modica sorda. Passeggiando per le vie del centro sarà possibile visitare la Chiesa di S Pietro, dichiarata Chiesa madre al pari di San Giorgio ed è la chiesa “ufficiale” dei conti di Modica. Edificata tra il 1301 e il 1350 circa possiede una bella scalinata con le statue dei dodici apostoli, chiamati dal popolo “santoni”, conduce alla sobria ma imponente facciata suddivisa in due ordini, e abbellita da quattro statue, raffiguranti san Cataldo, santa Rosalia, san Pietro e la Madonna,mentre in cima la statua di Gesù Cristo in trionfo. All’interno la volta della cupola è ricca di affreschi, raffiguranti scene del Vecchio e del Nuovo Testamento. 

Proseguendo per la piazza Monumento, sarà possibile osservare Palazzo Grimaldi, XVIII- XIX secolo, con il portale della chiesetta di S. Cristoforo, cappella privata della famiglia Grimaldi. Possiede 14 balconi in due piani, ed è il più bell’esempio di edificio in stile neorinascimentale fra quelli che si affacciano sul centro storico di Modica Bassa ed ospita nei suoi saloni una Pinacoteca, ricca di opere pittoriche dei più noti artisti dell’area iblea dalla seconda metà dell’Ottocento fino ai nostri giorni.

Sul lato opposto invece il Palazzo della cultura, sede del Museo Civico Archeologico, mentre in fondo alla strada  S. Maria di Betlem, una delle tre antiche collegiate e risalente al XIV secolo, al suo interno una pregevolissima Cappella Palatina, detta anche Cappella Cabrera, in stile tardo gotico, sopravvissuta al terremoto del 1693. L’arco di ingresso alla Cappella con elementi decorativi arabi, normanni e catalani, uno dei più bei monumenti che l’architettura abbia prodotto in Sicilia tra XV e XVI secolo. Suggestivo in questa chiesa è anche il Presepe Monumentale permanente con 62 statuette in terracotta realizzate a Caltagirone.

Più avanti la Chiesa del Carmine XIII- XIV secolo, è arricchito da un bel portale risalente alla fine del Trecento, già dichiarato Monumento Nazionale all’inizio del XX secolo, sovrastato da un rosone francescano con dodici raggi, il tutto in stile tardogotico chiaramontano, inoltre è esposta una Madonna del latte (secolo XIV): una statua in cartapesta, un altare sulla sinistra accoglie il gruppo statuario in marmo bianco dell’Annunciazione, opera di Antonello Gagini.

Infine è possibile ammirare la Chiesa della Madonna delle Grazie. L’edificazione del santuario di Modica fu decisa in seguito al ritrovamento di una tavoletta di ardesia raffigurante la Madonna con in braccio il Bambino; la narrazione riporta che la tavoletta bruciò incessantemente per tre giorni, dentro un cespuglio di rovi, senza consumarsi, per cui si gridò al miracolo, ed il popolo volle che ivi fosse innalzata un edificio di culto, la Madonna delle Grazie fu proclamata patrona principale di Modica.

Degustazione dei piatti tipici locali come il cioccolato di Modica al peperoncino, alla vaniglia e alla cannella oltre che i capperi, i pomodori secchi, il miele, i fichi d’india e i numerosi formaggi come il caciocavallo e il Ragusano di Vacca Modicana.

Nel pomeriggio arrivo a Scicli, centro del barocco ibleo del Val di Noto, con il Palazzo Beneventano, definito da Sir Anthony Blunt il più bel palazzo barocco di Sicilia. In cima  al palazzo svetta lo stemma coronato dei Beneventano decorato da due teste di mori, ormai uno dei simboli della città. È stato inserito nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO. Viene considerato come l’edificio più originale in Sicilia,poiché possiede balconi scenografici con particolari inferriate panciute sostenuti da mensoloni, che raffigurano animali fantastici. Le finestre del piano inferiore presentano invece nell’arco di volta mascheroni e caricature umane. 

Palazzo Fava, con  decorazioni tardobarocche del portale d’onore e  dei balconi e in particolare  su via san Bartolomeo ornato di grifoni, mostri e teste di moro; la Chiesa di S Matteo, simbolo di Scicli e chiesa Madre fino al 1874, è posta sul colle di San Matteo, sito della città vecchia. È l’edificio ecclesiastico più antico della città. La Chiesa di S Giovanni Evangelista, fu edificata tra il 1760 ed il 1765, dal 191 svolge anche la funzione di Pantheon, avendo ricevuto numerose spoglie di soldati sciclitani caduti nella Prima guerra mondiale.

La Chiesa di S Teresa, con il suo interno tardobarocco è uno dei più ricchi della provincia per gli stucchi, le tele, le sculture, le pavimentazioni a tarsie bianche e nere; la Chiesa di S Bartolomeo Apostolo, invece è uno dei più importanti monumenti della città di Scicli, risalente ai primi anni del XV secolo, in stile barocco-neoclassico. Di notevole importanza gli affreschi sulla volta della navata che rappresentano scene della vita di San Bartolomeo nei momenti della preghiera, della benedizione, dell’arresto e del martirio, la pala d’altare raffigurante il Martirio di San Bartolomeo; la  Chiesa di S Maria LaNova, è in stile neoclassico denso di sculture, pitture e reliquie di grande interesse per antichità e pregio. Annesso all’edificio ecclesiale il cosiddetto giardino di San Guglielmo con l’omonima Chiesetta e il tronco del cipresso che la tradizione vuole piantato dal santo. Il Castelluccio, posto sulla sommità in cui sono ancora visibili e visitabili le fondazioni di una torre triangolare di età antica che dà il nome al complesso. A occidente su una terrazza calcarea si apre la cosiddetta piazza d’Armi che sovrasta i resti del vicino Castellaccio.

Arrivo in hotel. Sistemazione nelle camere riservate. Cena e pernottamento.

4° Giorno – Donnafugata/Punta Secca.

Prima colazione in hotel.

Arrivo a Donnafugata e visita al suo castello, residenza di Bernardo Cabrera giustiziere del Regno di Sicilia, con oltre 120 stanze come quella della musica, la sala degli stemmi, il salone degli specchi e l’appartamento del vescovo, senza dimenticare il parco monumentale di ben 8 ettari con 1500 specie vegetali, la Coffee House, alcune grotte artificiali e un particolare labirinto in pietra. Inoltre, sulla terrazza e nel parco sono state girate varie scene della serie Il Commissario Montalbano.

Degustazione dei piatti tipici locali.

Nel pomeriggio trasferimento a Punta Secca, borgo marinaro del Comune di Santa Croce Camerina. Pomeriggio libero dedicato al mare e visita alla casa di Salvo Montalbano protagonista della famosa serie televisiva Il Commissario Montalbano.

Arrivo in hotel. Sistemazione nelle camere riservate. Cena e pernottamento.

4° Giorno – Agrigento/ Valle dei Templi

Prima colazione in hotel.

Partenza per Agrigento e visita della Cattedrale di S.Gerlando, in cui vi è sovrapposizione di diversi stili: da quello normanno a quello gotico chiaramontano, da quello rinascimentale a quello barocco. Di rilievo sono le decorazioni con figure di santi, personaggi biblici, mascheroni e figure allegoriche, figure di vescovi e stemmi gentilizi, l’ Urna argentea contenente le reliquie di San Gerlando del XII secolo, il Coro ligneo del XVIII secolo ulteriormente arricchite dai dipinti raffiguranti l’Incredulità di san Tommaso, I Discepoli di Emmaus, Il Rinnegamento di Pietro, Giuditta e Oloferne, opere di Nunzio Magro del XVII secolo. Chiesa S Maria dei Greci, è stata costruita sui resti di un tempio dorico, vi si accede attraverso un cortile delimitato da un portale in stile barocco. Al suo interno sono visibili le fondamenta del tempio di Giove Polieo. Chiesa del  monastero di Santo Spirito, che presenta al suo interno pregevoli stucchi  in stile barocco, mentre la facciata è in stile gotico.

Il Teatro Pirandello, edificio su due livelli in stile neoclassico. Nell’atrio è possibile notare due lapidi marmoree dedicate rispettivamente al cinquantenario della morte del drammaturgo agrigentino Luigi Pirandello, premio nobel per la letteratura, ed alla intitolazione del teatro proprio al celebre autore noto in tutto il mondo. La casa Museo di Luigi Pirandello, che dista 4 km da Agrigento in  contrada  Caos; la famiglia Pirandello si era rifugiata per sfuggire alla grave epidemia di colera che nel 1867 imperversava in tutta la Sicilia. Essa contiene una vasta collezione di fotografie, libri con dediche autografe del grande autore, locandine delle sue opere più famose rappresentate nei teatri di tutto il mondo. Inoltre sarà possibile fare la passeggiata al pino. Sotto questo grande albero infatti, Pirandello amava soffermarsi a pensare, a dipingere, a riposarsi e a scrivere agli amici. Ed è qui che ha voluto essere sepolto, secondo le sue ultime volontà.

Degustazione dei piatti tipici locali.

Arrivo nella località marina di Falconara Marittima, dove sarà possibile rilassarsi e godere delle splendide acque cristalline, la spiaggia è movimentata durante il periodo estivo, compresa tra due promontori, è sovrastata da un pittoresco castello trecentesco di proprietari privati, che ne caratterizza l’intero paesaggio.

Arrivo in hotel. Sistemazione nelle camere riservate. Cena e pernottamento.

5° Giorno –Valle dei Templi Agrigento

Prima colazione in hotel.

Mattinata libera in uno degli alberghi del luogo con piscina, spa, animazione e divertimento

Degustazione dei piatti tipici locali.

Visita serale alla Valle dei Templi , uno dei siti archeologici più rappresentativi della civiltà greca classica. Su un crinale roccioso che delimita a sud l’altopiano su cui sorgeva l’abitato classico, vi sono i resti dei templi dorici. La visita serale e notturna consente di immergersi nella magica atmosfera della Valle illuminata prima dai colori del tramonto e poi dai riflettori. Il percorso lungo la Via Sacra, consente di ammirare i magnifici templi dorici illuminati, recentemente inserito dall’Unesco nella lista del patrimonio culturale dell’umanità : il Tempio di Hera (Giunone), il Tempio della Concordia,  il Tempio di Eracle (Ercole) e il Tempio di Zeus (Giove) Olimpico.

Arrivo in hotel. Sistemazione nelle camere riservate. Cena e pernottamento.

6° Giorno – Calascibetta/ Agira/ Treno Museo di Villarosa

Prima colazione in hotel.

Arrivo a Calascibetta, il cui nome deriva dall’arabo q’alat shibet che significa “il castello sulla vetta”. Si suppone sia nata nel IX secolo come accampamento militare musulmano, sulla rocca antistante Henna, per tentare l’assedio della roccaforte bizantina. Sarà possibile visitare alcuni monumenti della città come la Chiesa Madre dedicata a S Pietro e Santa Maria Maggiore, che fu costruita sopra i ruderi del castello Marco ad opera del re Pietro II d’Aragona, ultimata nell’anno 1340. Subito dopo, nel 1342, fu nominata dallo stesso re Regia Cappella Palatina.

La chiesa ha le caratteristiche dell’architettura religiosa urbana delle grandi cattedrali di Sicilia, la cui pianta si sviluppa a forma basilicale. Oggi si presenta a tre navate e può essere considerata tra le maggiori espressioni dell’arte catalana in provincia di Enna. All’interno vi sono sculture con felini alati accovacciati come delle sfingi egizie e bassorilievi che presentano  forme allegoriche.
La costruzione sorge sopra i ruderi di un castello, i cui scavi sono stati lasciati aperti e si trovano inglobati nell’area del pavimento della chiesa e delle sacrestie adiacenti.

Il castello che gli antichi storici denominavano Marco era posto sulla sommità del colle. Quello di Calascibetta fu uno dei primi castelli di vetta della Sicilia, che conteneva al suo interno anche una chiesa rupestre paleocristiana. I muri perimetrali presentano alcune feritoie, che servivano  per la difesa della fortificazione. Nell’insieme, queste due costruzioni, comprese l’una nell’altra,  rappresentano un’ architettura fortificata chiaramente difensiva, e l’altra  tardo gotico.

La Chiesa del Carmelo edificata nel 1771. L’intero complesso si trovava fuori dalle mura della città, tra il borgo medievale e il Quartiere ebraico. L’interno vi sono nicchie con 2 altari per lato: nel primo altare di sinistra una pittura di Domenico Provenzana con i santi carmelitani, insieme alla statua di un santo, mentre nel secondo altare sempre a sinistra un crocifisso ligneo e un gruppo marmoreo “L’Annunciazione”, attribuito al Gagini, oggi posto dietro l’altare maggiore. 

Il Santuario Madonna del Buon Riposo è legato ad un evento miracoloso. La storia racconta che nel secolo scorso, nelle miniere sottostanti la festa, venne ritrovata una roccia con le sembianze della Madonna. Nacque una diatriba tra il clero che voleva la roccia in paese e i minatori che viceversa volevano tenersela e che non intendevano assolutamente cederla.

A risolvere l’astio intervenne il miracolo, la Madonnina diventò pesantissima e i minatori, dopo essersi riposati, non potevano più riprendere il cammino verso il paese. In quel posto venne costruito l’odierno santuario della Madonna di Buon Riposo.

Degustazione dei piatti tipici della provincia di Enna come le cassatelle di Agira, che hanno la forma di una mezzaluna, a base di pasta frolla e ripiene di cacao e mandorle tritate.

Arrivo ad Agira, tra i centri più antichi della Sicilia, tra i luoghi di maggiore interesse: il castello di cui sopravvivono i ruderi che consentono una ricostruzione parziale del complesso. Esso doveva essere circondato da una cinta muraria di cui sono visibili, sul lato ovest, la cortina intervallata da tre torri di pianta e dimensioni diverse.  

La chiesa dell’abbazia di San Filippo sorge sui resti di quella dell’antico monastero greco fondato secondo la regola basiliana fuori dall’abitato ai piedi del monte di Agira tra VII e VIII secolo e dedicato a Filippo santo di provenienza orientale. L’attuale facciata della chiesa, realizzata tra il 1916 e il 1928 su progetto di G. Greco in sostituzione di quella di fine Settecento crollata nel 1911, è dalle forme lineari e decorata con una serie di nicchie che ospitano statue di santi: la grande nicchia con san Filippo che sconfigge il demonio sovrasta sei nicchie con le statue dei protettori delle altre sei parrocchie di Agira. Nel medaglione sopra la porta principale è raffigurata Santa Maria Latina e sopra le altre due porte vi sono le effigi di san Filippo diacono e san Eusebio. Nella cripta furono ritrovate le sue spoglie insieme a quelle di san Eusebio, san Filippo diacono e san Luca Casali, conservate poi nell’arca argentea delle reliquie costruita nel primo decennio del Seicento, secolo nel quale viene anche realizzato dall’artista messinese Pietro Juvarra (1652) il busto anch’esso d’argento di san Filippo. 

La chiesa di S. Margherita: il prospetto ottocentesco è neoclassico. L’interno è a pianta basilicale a tre navate absidate con un ampio transetto, sormontato al centro dei bracci da una grande cupola. Di rilievo stucchi e decorazione a mosaico nella cupola e nella zona presbiteriale.

Visita al Treno Museo di Villarosa che nasce nel 1995 per iniziativa del capostazione Primo David. La stazione di Villarosa destinata alla chiusura, è rinata grazie all’intuizione di David che ne ha fatto uno dei più caratteristici musei dell’Arte mineraria e della civiltà contadina della Sicilia. Otto vecchi vagoni, utilizzati per le deportazioni degli ebrei durante la seconda guerra mondiale, sono stati così interamente restaurati e allestiti con oggetti, foto e attrezzi d’epoca collocati per far rivivere antiche atmosfere e tempi lontani in cui i giorni trascorrevano lenti, tra la faticosa vita in miniera e la famiglia.

Il viaggio all’interno dei vagoni è accompagnato da una voce diffusa da piccoli altoparlanti che racconta la vita dei “carusi” e dei minatori che lavoravano nelle zolfare dell’ennese e di Caltanissetta. Il museo ospita una minuziosa raccolta di oggetti che erano di uso quotidiano come vecchie stufe, letti in lamiera, mobili d’epoca, attrezzi del contadino ma anche arredi baronali.

Arrivo in hotel. Sistemazione nelle camere riservate. Cena e pernottamento.

7° Giorno – Acicastello/ Catania

Prima colazione in hotel.

Partenza per Catania, sosta ad Acicastello dove sarà possibile passeggiare sul lungomare e ammirare il suo maestoso castello posto su una rupe che si affaccia sul mare, di origine bizantina,  la casa del nespolo, museo dedicato alla memoria del romanzo I Malavoglia di Giovanni Verga, la chiesa di S Giuseppe e gustare un’ottima granita.

In serata rientro a Catania e fine dei nostri servizi.