Sicilia…la leggenda del Castagno dei Cento Cavalli

Castagno_dei_Cento_CavalliNella parte orientale della Sicilia e in particolar modo nel comune di Sant’Alfio (CT), si trova un albero di castagno plurimillenario. Questo è situato sul versante orientale dell’Etna, nel bosco di Carpineto, in un’area tutelata dal Parco Regionale dell’Etna.

Il castagno,viene considerato come il più famoso e grande d’Italia. Inoltre, è stato studiato da diversi botanici e visitato da molti personaggi illustri in epoche passate.

Giuseppe Borrello, uno dei più noti poeti dialettali catanesi, ha così cantato questo albero dalle dimensioni “regali”:SALVO_RUSSO_Castagno_cento_cavalli_ost_2009

un pedi di castagna
tantu grossu
ca ccu li rami so’ forma un paracqua
sutta di cui si riparò di l’acqua,
di fùrmini, e saitti
la riggina Giuvanna
ccu centu cavaleri,
quannu ppi visitari Mungibebbu
vinni surprisa di lu timpurali.
D’allura si chiamò
st’arvulu situatu ‘ntra ‘na valli
lu gran castagnu d’i centu cavalli.

Questo maestoso castagno viene chiamato appunto “Castagno dei Cento cavalli”, perché  la sua storia si lega con la leggenda di una misteriosa regina e di cento cavalieri con i loro cavalli, che vi trovarono riparo da un temporale.

Gli studiosi hanno ipotizzano che l’avventurosa regina sia  Giovanna I d’Angiò, divenuta famosa per aver stipulato la pace di Catania del 1347, che pose fine alla seconda fase della sanguinosa guerra dei Novant’anni.Castagno_dei_Cento_Cavalli. 1jpg

Altri invece ritengono, che possa essere Isabella d’Inghilterra, terza moglie di Federico II. Quale che sia la verità, secondo la leggenda, durante una battuta di caccia, la regina e i suoi cavalieri furono sorpresi dal maltempo.

Nelle vicinanze si trovava un grande castagno, dove  trovò riparo con tutto il numeroso seguito. Il temporale continuò fino a sera, così la regina passò sotto le fronde del castagno la notte in compagnia, si dice, di uno o più amanti fra i cavalieri al suo seguito.Cavalli-e-cavalieri0001w

Oggi il castagno è composto da tre fusti con una circonferenza complessiva che si aggira intorno ai 50 metri sui quali si discute molto dell’unicità del tronco, anche se la sua autenticità la si può ritrovare in un altro castagno secolare nelle vicinanze, che per le sue colossali dimensioni è soprannominato “la nave” o ancora rusbigghiasonnu (risveglia sonno).

Questo nome potrebbe essere giustificato dai vari uccelli che vi abitano e che al mattino danno il buongiorno cinguettando all’infinito, oppure perché le sue fronde basse facevano svegliare gli assonnati carrettieri che vi sbattevano.

Articolo scritto da Elvira Guglielmino

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