Santo Stefano e la leggenda di Tecla!

Il Natale è la festa della famiglia, dell’unità, del donare e del voler condividere con le persone che si amano tutti i momenti della propria vita. E’ la festa dell’amore … e quando si parla di amore non si può non parlare dei santi che hanno costruito la storia della chiesa cristiana. E in questo contesto si colloca perfettamente la figura di Santo Stefano … il protomartire della cristianità!

Il giovane Stefano apparteneva alla prima comunità cristiana, sorta dopo la morte di Gesù, e applicava integralmente i principi della “carità fraterna”. Quando la comunità crebbe si avvertì la necessità di nominare dei diaconi quali “ministri della carità”, ai quali si affidare i servizi di assistenza giornaliera e Stefano, vista la sua cultura, la sua saggezza e la sua immensa fede, fu nominato il primo dei sette diaconi scelti dagli apostoli perché li aiutassero nel ministero sacerdotale.

Nell’espletamento di questo compito, Stefano pieno di grazie e di fortezza, compiva grandi prodigi tra il popolo, non limitandosi al lavoro amministrativo ma anche nella predicazione e per questo si fece molti nemici, in modo particolare fra i sacerdoti del tempio di Gerusalemme.

Il futuro Santo fu catturato dagli anziani e dagli scribi e trascinato davanti al Sinedrio; accusato da falsi testimoni di aver proferito parole contro quel luogo sacro e contro la legge, fu trascinato a strattoni fuori dalle mura della città e incominciarono a colpirlo con pietre, mentre un giovane di nome Saulo assisteva all’esecuzione … il futuro San Paolo, Apostolo delle Genti. 

Durante il linciaggio incontrollato, il giovane Stefano crollò insanguinato. Fu il primo martire della cristianità.

In onore di Santo Stefano sono state costruite numerose chiese, basiliche e cappelle. La chiesa più famosa che porta il suo nome è la Cattedrale di Vienna Stephansdom, detta Steffl. Secondo la leggenda, tra i vari pastori che accorsero ad adorare Gesù Bambino, c’erano anche delle donne che avevano portato i propri bambini affinché Gesù li benedicesse. Tecla, una giovane sposa, non aveva figli, ma desiderava tanto averne uno. Per non essere da meno delle altre, prese una grossa pietra, l’avvolse in uno scialle, mise sulla sommità una cuffietta e se la teneva fra le braccia, proprio come se fosse stato un bambino appena nato. Vedendo Gesù così bello e sorridente, si commosse e scoppiò in un pianto a dirotto intanto che si trovava in ginocchio, davanti alla capanna. Quando si alzò per ritornare a casa, Maria, che aveva letto nel suo cuore comprendendo il suo innocente inganno le domandò: ”Tecla, che cosa porti in braccio?” Sentendosi scoperta, la donna rispose: “Allatto un figlio maschio.” Allora la Madonna le disse: “Su, scopriti il seno e allatta tuo figlio; da questo momento il tuo desiderio é stato esaudito. La tua pietra é diventata un bel bambino.” La donna scostò lo scialle che avvolgeva la pietra e rimase meravigliata per il miracolo che era stato compiuto per lei: tra le braccia aveva il suo primo figlio. “Ricordati però”, le disse ancora Maria, “che egli é nato da una pietra e morirà a colpi di pietra.” Questo bambino fu chiamato Stefano, divenne discepolo di Gesù e fu il primo ad affrontare il martirio.

Da allora nei giorni successivi al Natale sono stati posti i “Comites Christi” cioè coloro i quali erano stati più vicini alla manifestazione di Cristo risorto e che ne hanno reso testimonianza con la propria vita.

Così il 26 dicembre c’è Santo Stefano primo martire della cristianità, segue il 27 San Giovanni Evangelista, poi il 28 i SS. Innocenti, bambini uccisi da Erode con la speranza di uccidere anche il Bambino di Betlemme; secoli addietro anche la celebrazione di s. Pietro e s. Paolo apostoli, capitava nella settimana dopo il Natale, venendo poi trasferita al 29 giugno.

Santo Stefano, nell’arte è stato sempre raffigurato indossando la ‘dalmatica’, la veste liturgica dei diaconi; suo attributo sono le pietre della lapidazione, per questo è invocato contro il mal di pietra, cioè i calcoli ed è il patrono dei tagliapietre e muratori.

Articolo scritto da Graziella La Rosa

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