San Valentino e il linguaggio dei fiori

Il 14 febbraio, San Valentino, è la festa degli innamorati di tutto il mondo. Ci si scambia le valentine, biglietti e cartoline romanticissime, una tradizione anglosassone che risale alla metà del 1800, lettere d’amore, si offrono cioccolatini e si ha l’opportunità di comunicare con i fiori.

Il “linguaggio dei fiori” di origini orientali, ebbe fortuna nell’Ottocento: corolle e allestimenti floreali venivano utilizzati per esprimere sensazioni che non sempre potevano essere pronunciate. Due i testi più conosciuti che trattano questo affascinante tema: il codice di Miss Corruthers of Inverness scritto nel 1879 a Londra e quello di una dama parigina che, nel 1819, sotto lo pseudonimo di Madame Charlotte de Latour, pubblicò il testo “Le Language des Fleurs”.

Ogni fiore ha un suo significato e molto più il suo colore. Tradizione vuole che la rosa sia il fiore dell’amore, ma in realtà non è il solo! Sono moltissimi i fiori che possono essere donati in questa giornata, a partire dal primaverile tulipano che può essere regalato quando vogliamo dichiarare il nostro amore. A questo fiore è associato un amore intenso, puro e fedele: una leggenda turca narra che sia nato dall’amore del giovane Fahrad per la bella Shirin. Un giorno Fahrad ricevette la notizia che la sua amata era stata uccisa. Disperato, decise di morire anche lui, lanciandosi col suo cavallo da un precipizio. Dal sangue di Fahrad nacquero bellissimi tulipani, rossi come la passione. E da quel momento, nel mondo orientale, il tulipano assunse il significato di amore perfetto.

Come nel caso delle rose, anche il colore è importante. Per una prima dichiarazione si può scegliere la tonalità dell’arancione che rimanda alla voglia di fare un passo avanti, di vagliare le possibilità per instaurare un rapporto, è un modo con cui si chiede alla partner la disponibilità a cominciare un percorso insieme.

Le rose sono ideali sempre per ogni occasione. Le rose bianche indicano un amore puro e platonico. Per conquistare l’amata a San Valentino, via libera a un bouquet di rose bianche con al centro un esemplare rosso. Il numero sarà sempre dispari. Le rose gialle sono associate alla gelosia e si possono regalare quando si ha la voglia di salvare una relazione in crisi. Le rose rosse simboleggiano la passione; il gambo deve essere sempre lungo. Una rosa sola sottolinea l’amore per sempre con la persona amata, due rose indicano la voglia di condivisione, di intimità, ma anche di allargare la famiglia. Quindi si procede per dozzine: 12, 24, 36 e così via. È uno dei pochi casi dove il numero dei fiori dovrà essere sempre pari. Le rose rosa sono sinonimo di stima e di amicizia, una relazione che potrebbe però sfociare in qualcosa di più romantico. Può essere l’ideale qualora San Valentino corrispondesse al primo appuntamento, quando ancora i partner ben non si conoscono.

Infine quando il rapporto è ben consolidato si possono regalare delle bellissime orchidee e quando si ha voglia di allargare la famiglia si può optare per dei gigli bianchi.

Buon San Valentino!

Articolo scritto da Graziella La Rosa

 

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