La tradizione del presepe in Spagna

Oggi, nel giorno dell’Immacolata Concezione, è tradizione iniziare a preparare il presepe nelle nostre case, e così accade anche in Spagna.

La cultura del presepe nasce in Italia grazie a Francesco d’Assisi e furono poi successivamente i frati francescani a diffonderlo in Spagna e in altri Paesi; infatti dal XIII sec. il presepe diventò uno degli aspetti più importanti delle celebrazioni cattoliche spagnole.

In Spagna è molto forte la tradizione del presepe vivente che viene realizzato in tantissime cittadine soprattutto nei villaggi dell’Andalusia originariamente per aiutare le famiglie povere dando loro cibo e coperte.

Celebri anche i presepi con le statuine della natività, dei Re Magi e dei pastori in terracotta; Ramon Amadeu, il più grande scultore del suo tempo, realizzò delle statue in creta che influenzarono tutta l’arte presepiale successiva. Ancora, famoso è il presepe di Francesco Salzillo che si può ammirare nel Museo di Murcia ed è composto da 556 statuine.

In Catalogna, l’arte del presepe nacque grazie agli scambi commerciali durante la dominazione borbonica tra Napoli e la Spagna. Abili costruttori diedero vita, nel corso dei secoli, alla Scuola del gesso Catalana che ha creato autentici capolavori specializzandosi nella costruzione del presepe storico cioè il presepe che riproduceva il paesaggio, l’ambiente e i costumi dell’antica Palestina ai tempi di Gesù.

Infine Madrid è legata alla tradizione del presepe sin dal 1570 quando il Re Filippo II, in visita a Trapani, ricevette un presepe realizzato in corallo, argento e smalto. Attualmente il presepe è custodito all’interno del Convento delle Descalzas Reales.

Anche in Spagna vi sono delle statuine tipiche locali, una di queste è il caganer che raffigura un abitante della campagna vestito con il costume tipico catalano completo di cintura e berrettino rosso in atto di defecare; sicuramente una figura spiritosa e singolare che tradizione vuole che porti fortuna e che bisogna inserirla all’interno del presepe ma per rispetto della sacralità della rappresentazione dello stesso non viene posta vicino alla mangiatoia.

Il messaggio simbolico del caganer è reso ancora più esplicito il giorno di Natale quando a pranzo ci si scambia gli auguri dicendo: “Menja bé, caga fort!”.

Ancora una volta non possiamo non citare un nostro proverbio … Paese che vai, usanze che trovi!

Articolo scritto da Graziella La Rosa