Un viaggio nella storia sino al periodo dell’inquisizione … Palazzo Steri

“Cavuru e friddu sentu ca mi piglia la terzuru,

tremunu li vudella, lu cori e l’alma s’assuttiglia”

Questa è solo una delle preghiere che si possono leggere entrando nelle celle di Palazzo Steri a Palermo che tradotta in italiano significa “Sento caldo e freddo, mi ha preso la febbre terzana, mi tremano le budella, il cuore e l’anima mi diventano piccoli piccoli”. Un grido di dolore di uno dei condannati al rogo dall’Inquisizione … poesie, invocazioni, IMG_5877preghiere e imprecazioni, ritratti, carte geografiche, rappresentazioni di avvenimenti storici … tutto questo si può osservare sui muri dello Steri riuscendo a rivivere i drammi di chi purtroppo finiva all’interno di questi crudi luoghi.

Il palazzo edificato nei primi anni del XIV secolo da Manfredi I Chiaramonte, nel 1600 divenne sede della Santa Inquisizione, tribunale di fede spagnolo istituito da Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia contro le eresie e che, per circa due secoli, fu teatro di eventi raccapriccianti. L’edificio venne adattato al suo ruolo con la costruzione delle carceri e della sala delle torture al piano inferiore del palazzo mentre, nella antistante piazza Marina, si celebravano gli Auto da Fé (Atto di fede). Questi erano delle cerimonie pubbliche in cui partecipavano le autorità, il clero, l’aristocrazia e il popolo i quali prendevano parte a una lunghissima processione che partiva da Palazzo Steri per giungere a Piazza Marina dove si svolgevano i roghi.  

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Il Sant’Uffizio inquisì circa 8.000 persone, di cui il 21% donne; si trattava di eretici, di chi commetteva reato di bigamia, di magia, di omosessuali, di bestemmiatori, ma purtroppo a volte venivano inquisiti persone estranee a tutto ciò solo per vendetta o perché i propri bene facevano gola a qualche inquisitore.

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Di costoro solo 714 vennero assolti, 588 vennero condannati al rogo e il resto a pene corporali e coercitive di varia natura.

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IMG_5876Agli inizi del novecento Giuseppe Pitrè, grande studioso delle tradizioni popolari siciliane,IMG_5900 scoprì sotto gli intonaci graffiti con disegni e frasi di dolore dei carcerati che vi erano rinchiusi. Altre scoperte sono state fatte più da recente grazie alla studiosa Maria Sofia Messana che è riuscita a portare alla luce  un vero patrimonio di interesse storico e culturale.

Oggi il palazzo è sede del Rettorato dell’Università degli Studi di Palermo e conserva al suo interno un celebre dipinto di Renato Guttuso la “Vucciria” che è stato scelto per essere esposto all’Expò di Milano.

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Il Palazzo Steri  è stato inserito all’interno del circuito de “Le vie dei tesori” e grazie a questo tanti turisti e visitatori hanno potuto scoprire un pezzo della nostra storia siciliana, fino ad oggi conosciuta solo da pochi!

Articolo scritto da Graziella La Rosa

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