Creta e l’amore tra Erotokritos e Aretousa

Creta, l’isola più grande della Grecia ma anche una delle mete più frequentate nel periodo estivo conserva un vastissimo patrimonio leggendario. E’ l’isola di Zeus ma anche scenario di una bellissima storia d’amore tra Erotokritos e Aretousa opera di Vincenzo Cornaro, nato a Sitia nel 1553 e sposato ad Iraklio, dove vivrà fino al 1617, data della morte del poeta, che fu contemporaneo di William Shakespeare.

Una bellissima storia d’amore legata anche ai valori dell’amicizia, della fedeltà e del coraggio. Il romanzo in versi composto da Vincenzo Cornaro a Creta nel 17° secolo ci narra del re di Atene e di sua moglie che dopo molti anni di matrimonio hanno una figlia, Aretousa.

Passano gli anni e la principessa Aretousa si innamora del giovane Erotokritos, figlio del fedele consigliere del re, il quale fa breccia nel cuore di lei cantandole, senza farsi riconoscere, serenate notturne sotto la finestra. Scoperto dal padre di lei, Erotokritos rischia di essere arrestato, ma sfugge alle guardie del re uccidendole con l’aiuto del suo più caro amico.

Erotokritos si allontana dalla città ma durante la sua assenza, il re si ammala e Aretousa ritrovandosi nella stanza del giovane vede un proprio ritratto e i versi delle canzoni che il misterioso ammiratore le dedicava, scoprendone così l’identità. Al ritorno Erotokritos capisce che la principessa è al corrente del suo amore e che lo ricambia, ma preoccupato per la propria sorte si mantiene lontano dal palazzo. Ripresosi dalla sua malattia, il re organizza dei giochi equestri per far divertire la figlia e farle conoscere nobili da tutto il mondo. Erokritos non solo vi partecipa, ma ne è vincitore grazie al suo coraggio e alla sua maestria di cavaliere. Ricominciati gli incontri sotto la finestra della principessa che lo spinge a dichiararsi al padre; il risultato non è quello sperato: il giovane viene esiliato, come punizione per la sua audacia. Ad Aretousa viene presentato il re di Bisanzio che, secondo il volere di suo padre, doveva sposare. La ragazza però fa la sua promessa d’amore ad Erotokritos, prima che lui sia costretto a lasciarla. Al rifiuto di Aretousa ad accettare le nozze combinate, il re la rinchiude insieme alla fedele bambinaia.

Dopo tre anni, quando i Valacchi assediano Atene, riappare Erotokritos, trasformato e irriconoscibile, che in una dura battaglia libera la città e salva la vita del re restando ferito.

Il re, per ringraziare il valoroso straniero intervenuto in suo aiuto gli offre in sposa sua figlia. L’aspetto di Erotokritos trae però in inganno anche la bella principessa, che persiste nel suo rifiuto delle nozze in onore della parola data al suo innamorato. Erotokritos, dopo molti tentativi, convince Aretousa di essere proprio lui il suo amore e infine viene anche sciolto l’incantesimo che lo aveva trasformato. Il re finalmente accetta il matrimonio e Erotokritos sale così al trono di Atene, al fianco di Aretousa.

Oggi un monumento dedicato ad Erotokritos è collocato in una delle piazze principali di Iraklio, in Piazza Cornaro. Nel 1713 il poema fu stampato per la prima volta a Venezia, da un cretese che aveva raccolto molti manoscritti dell’opera originale e tentò di fornirne una versione sufficientemente valida e affidabile.

Articolo scritto da Graziella La Rosa