Albania, le Vergini Giurate del Kanun

Nel cuore dell’Albania, dove la natura è quasi del tutto  incontaminata, vigono ancora le norme del Kanun , codice legislativo tra i più importanti dell’antichità: è lì che sopravvive il fenomeno delle burrneshe, termine che è intraducibile, che indica un fenomeno sociale complesso, quello degli uomini… nate donne.

Le burrneshe sono conosciute anche con il termine di virgjinat e bitume, ovvero vergini giurate.

Si tratta di un fenomeno risalente al XV, secondo il quale una donna giura di restare vergine e diventa un uomo, assumendo un nome maschile, indossando abiti maschili, comportandosi come un maschio e rinunciando per sempre alla propria femminilità. In cambio eserciterà diritti riservati agli uomini, parteciperà alle decisioni della famiglia e della comunità, acquisterà e venderà beni, deciderà di vite altrui, potrà possedere e usare armi, esercitare professioni tipicamente maschili come il camionista o il taglialegna…tutte facoltà che, come donna, non avrebbe mai potuto esercitare.

Le ragioni che spingono, o costringono, una donna a tale scelta sono le più varie. Talvolta si tratta clan in cui non esistono eredi maschi; talvolta della necessità delle donne di sottrarsi ad un matrimonio non voluto evitando le faide che un rifiuto avrebbe generato.

In ogni caso, la trasformazione in burrneshe non è cosa semplice.

Secondo la tradizione, la donna doveva tagliarsi i capelli, stringere il seno in bende legate strette, tenere fra le labbra una sigaretta e giurare di restare vergine per farsi accettare da un consiglio di 12 uomini del villaggio. Il giuramento era irrevocabile tanto che in caso di violazione pagavano con la vita.

Oggi le vergini giurate sono poco più di una ventina, il fenomeno sembra andare progressivamente esaurendosi, ma, nonostante l’evoluzione sociale dell’epoca contemporanea e la grande apertura culturale e sociale dell’Albania, è ancora presente. L’importanza di questo fenomeno sociale e storico è stato riportato all’attenzione della società da un romanzo della scrittrice albanese Elvira Dunes , da cui è stato tratto il film presentato al Festival di Berlino “ Vergini Giurate”. La scrittrice chiude la sua opera con il riscatto della protagonista che spezza il giuramento e recupera la propria femminilità, sebbene sia costretta a fuggire negli Stati Uniti.

L’interesse per le vergini giurate è, per altro, tornato costantemente sotto i riflettori grazie ai servizi di Vanity Fair e de Le Iene.

Dalla dea vergine guerriera Atena, al mito di Camilla, alle figure storiche della regina Zenobia, alla principessa cinese Zhao de Pingyang,a Giovanna d’Arco, al primo ufficiale donna del’esercito russo Nadezda Andreevna Durova…a Lady Oscar,  l’elenco delle donne che hanno agito da uomo è lungo, appartiene all’immaginario collettivo di tutte le culture, e probabilmente sottolinea come il sogno della libertà possa paradossalmente essere realizzato attraverso il sacrificio della libertà stessa. Un paradosso, certo, in ogni caso dovrebbe farci riflettere…

Articolo scritto da Carmen Carbonaro

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