Le Tapas, gli stuzzichini celebri in tutto il mondo

Ogni luogo conserva un patrimonio gastronomico da valorizzare e tutelare e così succede in Spagna che ha scelto il 16 giugno quale festa delle tapas, i famosi e gustosi piattini caldi e freddi, per promuovere e diffondere la propria cultura gastronomica e il suo modo tipico e rituale di mangiare e socializzare.

Il quotidiano La Razòn del Paese scrive così:

“la tapa ha superato la sua influenza locale per acquisire una dimensione universale”, e ora si pone come ambasciatrice gastronomica del paese in 174 ristoranti stellati della guida Michelin. Denominatore comune regionale di un paese dalle identità locali molto marcate, la forza delle tapas è la loro straordinaria diversità. Si tratta di un lusso quotidiano per tutte le età e tutte le tasche”. 

Trasformata dalla cucina dei gourmet che si è appropriata di questa tradizione molto popolare negli ultimi anni, la tapa può anche essere definita d’autore da quando è il risultato di intense meditazioni culinarie.

Per queste ragioni, il governo ha inviato  il governo spagnolo ha inviato una richiesta formale all’UNESCO per registrare questa pratica culinaria nel Patrimonio dell’Umanità.

Le tapas sono nate nel sud della Spagna dove gli osti erano soliti coprire le brocche di vino con dei piattini per evitare che cadessero dentro i moscerini. Nel tempo questi piattini iniziarono a riempirsi con deliziosi stuzzichini che servivano di accompagnamento al vino. Le tapas vengono consumate alla barra (bancone) o seduti ai tavolini, ci sono tante varietà diverse, dai gamberoni alle polpettine, dalle tortillas alle patatas bravas, per poi arrivare anche a una portata tipica i pimientos del Padron, piccoli e piccantissimi peperoncini fritti in padella. Altra caratteristica delle tapas è il mangiare con le mani, infatti la maggior parte delle portate sono da gustare proprio servendosi con le mani come il famoso prosciutto Pata Negra. 

Le tapas tradizionali e più diffuse sono:

  • a base di salumi: jamon (prosciutto crudo), lacon (prosciutto cotto), chorizo (salamino piccante), morcilla (un sanguinaccio al riso speziato alla cannella), lomo (arrosto di maiale), cecina (bresaola)
  • a base di formaggi: manchego (il pecorino spagnolo più famoso), cabrales (l’erborinato spagnolo), tetilla (tipico galiziano), zamorano (formaggio grasso di Zamora)
  • pinchos, un po’ come i nostri crostini, sono fette di pane con sopra gli ingredienti più disparati dove ogni bar può sbizzarrirsi con la fantasia
  • montaditos, dei paninetti in formato mignon, circa 5 cm di lunghezza, ripieni di quello che si vuole
  • empanadas e empanadillas, di origine sudamericana, sono dei fagottini di pasta fillo ripieni di carne e spezie oppure di tonno
  • tortilla de patatas: omelette di patate e cipolle
  • Papas ali-oli a la brava: patate con salsa all’aglio o piccante fritte e condite con una salsa di pomodoro insaporita da cipolla, aglio, vino bianco, prezzemolo e pepe
  • Pescato vario di pesce fritto
  • Gamberi alla griglia
  • Insalata fredda di frutti di mare
  • Pollo in pezzi soffritto nell’olio condito con la salsa all’aglio
  • Albondigas, polpette di carne in umido
  • Banderillas, spiedini con pesce, uova sode, verdure, gamberetti, cetrioli e olive

Come accompagnamento si beve il vino rosso tinto o la birra.

La gastronomia un modo per conoscere la cultura di un Paese.

Articolo scritto da Graziella La Rosa

 

 

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