Le origini del presepe siciliano

presepe sicilianoIn un articolo apparso nella rivista “Sicilia” del 1967, P. Gulino scriveva: “In molti centri della Sicilia, è tipico il modo di costruire il presepe sopra un tavolo in un angolo della stanza. La caratteristica principale è data da una grande semicupola di fronde verdi con appesi arance e mandarini dalla buccia color del sole. Sotto tale cupola, costruita con sughero e cartone, sorgono montagne e casette isolate o raggruppate a figurare villaggi e paesi, da dove partono recando i più svariati doni, figurine di terracotta”. 

Antica tradizione risalente al XVI secolo, i presepi venivano realizzati all’interno delle chiese dove veniva riprodotta minuziosamente l’ambientazione della piccola Betlemme.  Molti autori di figure da presepe sono oggi ignoti, dal momento che tale arte si considerava minore, infatti, gli esecutori raramente si firmavano. Inoltre molte statuette venivano realizzate dalle suore dei conventi. Sicuramente importante fu il  Gagini, con il gruppo della Natività composto per la chiesa parrocchiale di Pollina, nel 1526 e Andrea Mancino, con il gruppo marmoreo realizzato nel 1494 nella chiesa dell’Annunziata a Termini Imerese, considerato la prima opera presepiale siciliana.

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Nei primi anni dell’Ottocento, il presepe, fuoriesce dagli ambienti ecclesiastici e comincia a essere presente nelle case nobiliari, l’usanza di avere uno o più presepi portatili racchiusi in mobiletti dalle pareti di cristallo chiamati scarabattole. I materiali con i quali si realizzavano le statuine erano varie: dai pastori in cera e stoffa seguirono quelli in terracotta. G. A Matera, (1653-1708), eccelso artista siciliano di Trapani, si distinse nell’arte di saper creare stupende statuette da presepe eseguite con una tecnica originalissima, da lui ideata, che gli consentiva di modellare con estrema naturalezza, i drappeggi delle vesti. Le statuette, in legno di Tiglio, venivano modellate con cura nelle parti del viso, delle braccia e delle gambe, mentre il corpo rimaneva abbozzato e sottili strisce di stoffa, di lino o tela, venivano immersi in una mistura di colla e gesso colorata. Tali pezzi di stoffa venivano poi applicati al corpo e modellati fino a raggiungere l’effetto plastico.

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Ancora oggi, le tradizioni legate al presepe sono molto forti in Sicilia.  E’ d’uso realizzarlo l’8 dicembre, per l’Immacolata; qualche giorno prima si va a raccogliere il muschio che cresce sui muretti di campagna, rametti di pungitopo, pigne e ciuffi d’erba. Si prepara una tavola e poi si passa alla fase di decorazione. Si inizia costruendo la grotta che viene posta al centro della tavola. Di solito la grotta è fatta di sughero e decorata con le erbe raccolte, con mandarini e agrifogli. Dentro la grotta c’è la mangiatoia con il bue, l’asino, la Madonna e San Giuseppe. Attorno alla grotta vengono messe le statuette, gelosamente conservate da generazione in generazione. Poi si passa alle casette di legno o di sughero. Si lascia lo spazio per il deserto fatto con la segatura o con della farina gialla. Immancabile è il fiume fatto di carta lucida o il laghetto realizzato con un piccolo specchio e tante piccole pietre. Accanto ai pastori viene realizzato il recinto con gli animali. Più lontani dalla grotta si posizionano i RE MAGI, che arriveranno nel giorno dell’Epifania con i loro doni (oro, incenso e mirra) per Gesù. A completare l’atmosfera natalizia ci sono fiocchi di cotone a simboleggiare la neve. La notte di Natale viene posto “u Bammineddu na mangiatura”.

Altra importante tradizione è la novena … tipica preghiera natalizia che inizia il 16 dicembre fino alla notte della vigilia di Natale, accompagnata dalle Nenie, tipici canti natalizi.

Articolo scritto da Graziella La Rosa

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