La Francia e il suo Alchimista

Parigi, Rue Montmercy 51, tappa fondamentale del Ghost Tour più famoso di Francia, un giro per i luoghi della capitale francese infestati da spiriti e presenze. In Rue Montmercy 51 viveva l’Alchimista, Nicholas Flamel.
A quest’uomo è stato attribuito la scoperta della Pietra Filosofale, e la capacità di trasformare il piombo in oro nonchè la conoscenza del segreto dell’Eterna Giovinezza. Come spiegare altrimenti l’avvistamento di Flamel in epoche diverse , le notevoli ricchezze e proprietà passate agli eredi, i tentativi di decifrare il suo testamento criptato e scritto in 96 caratteri o la disperata ricerca del Libro di Abramo che apparteneva a Flamel ad opera di Richelieu?

Andiamo con ordine.
Francia , probabilmente 1330, a Pontigny nasce il nostro Alchimista, anche se per alcuni studiosi Flamel nacque a Gisors ed era uno dei Gran Maestri del Priorato di Sion.
I primi anni di vita del nostro eroe non furono certo tra i più semplici. Dotato di grande vivacità intellettuale, imparò a leggere e scrivere e si organizzò con un banchetto da scrivano giusto dietro le colonne della Chiesa di Saint Jacques a Parigi. Da scrivano a studioso il passo fu breve, tanto che divenne maestro di lettere, editore, studioso di diritto e finì per insegnare all’Università di Parigi. Le sue conoscenze in materia giuridica gli fornirono l’occasione di conoscere la vedova Pernelle, che aveva già seppellito due mariti ed ereditato un cospicuo patrimonio.
Nonostante i numerosi lavori svolti, Flamel continuò a restare fedele ad un sogno fatto da giovane: l’Alchimista narrò di un angelo che gli avrebbe rivelato l’esistenza di un libro, il Libro, mai visto nella vita reale , che conteneva il segreto per trovare la Pietra Filosofale.
E’ il 1357, un anno cruciale. Flamel e Pernelle si sposarono, anche se lei era di qualche anno più grande di lui, e divenne la sua compagna di vita , oltre che grande sostenitrice.
Sempre in quell’anno al banco di vendita di Flamel comparve uno sconosciuto che gli propose in vendita un vecchio , incomprensibile libro scritto in ebraico. Flamel cacciò il venditore ma all’improvviso si accorse che il libro era proprio quello del sogno, quello che avrebbe scoperto essere il Libro di Abramo!
In Francia non trovò nessuno che potesse aiutarlo nella traduzione, e decise di intraprendere un’altra fase del suo viaggio iniziatico, verso la Galizia, destinazione Santiago de Campostela. Più probabilmente Flamel andò alla ricerca di aiuto in Spagna dove gli Ebrei non erano stati cacciati e convivevano con gli altri popoli mediterranei. In Spagna, dopo tanti insuccessi e porte chiuse in faccia, sulla via del ritorno, incontrò a Lèon il Maestro Chances che, riconosciuto l’antico testo , decise di aiutare Flamel.
Chances, che era ebreo, seguì Flamel in Francia dove si convertì al cristianesimo. Purtroppo morì molto presto, facendo appena in tempo a rivelare a Flamel su quale delle numerose formule del Libro di Abramo avrebbe dovuto lavorare per ottenere il successo.
Flamel iniziò seriamente la sua carriera da Alchimista e finalmente il 17 gennaio 1382 riuscì a tramutare una libbra di piombo in argento, e il 25 aprile in oro puro.
Nel 1397 moriva Pernelle,lasciando Flamel solo e sconsolato. Fu allora che decise di trasferirsi in Rue de Montmorency, che diventerà la sua ultima dimora, fino al 1419 quando morì, anche se qualcuno sostiene che la morte avvenne anni dopo, quando aveva raggiunto l’età di 106 anni…o che non sia mai morto, visto che apparve tra i membri dei Sette Saggi all’archeologo Paul Lucas mentre si trovava in Oriente, come questi racconta nel Voyage dans la Turquie, pubblicato nel 1719. D’altra Flamel oltre a trasformare il piombo in oro , cercava anche il segreto dell’eterna giovinezza. Che ci sia riuscito?

La leggenda di Flamel e della Pietra Filosofale è stata tramandata di padre in figlio, e il segreto dei suoi studi è rimasto per secoli appannaggio di una ristretta cerchia di menti illuminate, a cominciare dall’amato nipote Perriere, che hanno mantenuto il segreto sino a quando…
Qualcuno ruppe la catena del segreto, tale Dubois, che si presentò alla corte di Luigi XIII vantandosi di essere un discendente di Flamel e di conoscerne i segreti. Chissà cosa avrebbe voluto ottenere Dubois, certo è che Il cardinale Richelieu lo fece arrestare e decise di fargli rivelare il segreto del trasformare il piombo in oro. Purtroppo per lui, Dubois non era all’altezza del suo antenato, nè dal punto di vista professionale nè dal punto di vista umano, così fu giustiziato portandosi nella tomba un segreto di cui aveva millantato la conoscenza e che in realtà sconosceva perchè non era nemmeno capace di leggere il famigerato Libro di Abramo. La caccia al segreto della ricchezza, però, era iniziato, ed infatti Richelieu fece cercare la tomba di Flamel , che doveva trovarsi nella Cattedrale di Saint Jacques la Boucherie, ma una volta trovata e aperta , fu trovata vuota!
La casa di Rue di Montmercy fu frugata da cima a fondo ed è probabile che Richelieu abbia trovato il Libro di Abramo, tanto è vero che si fece costruire un laboratorio segreto nello Chateau di Rueil, ma non riuscì mai a penetrare i segreti di Flamel.
Dopo la morte del Cardinale, il Libro scomparve nuovamente ma non del tutto…oggi si conserva manoscritto Figures Hieroglyphiques d’Abrahm Juif, conservato nella Biblioteca Nazionale di Parigi il quale riporta buona parte di disegni e formule che ricordano le testimonianze degli scritti di Flamel. E’ probabile che l’antico manoscritto di Abramo sia stato fatto circolare in copie, anche parziali, e che qualcuna si sia conservata…
La Storia ha cancellato le tracce di Flamel e del suo lavoro, tanto che la sua tomba fu devastata con La Rivoluzione Francese, la lapide trovata al mercato delle verdure come bancone di un venditore, oggi conservata al Museo de Cluny di Parigi, e la stessa chiesa che conservava il sarcofago fu trasformata in un deposito di munizioni.
E il segreto della Pietra Filosofale?
Pare che Flamel ritenesse pericoloso l’uso della formula, perchè , se asservita alla sete per il potere e all’avidità, avrebbe provocato la rovina dell’essere umano.
Così fece in modo che restasse un segreto per pochissimi eletti, moralmente integri, come Bianca di Navarra, futura Regina di Francia, alla quale lo stesso Flamel rivelò la formula.
Per altro, le ricchezze che l’Alchimista conquistò in vita furono usate per aiutare i più poveri, tanto che alla sua morte furono usati per costruire e mantenere ricoveri per indigenti.
E poi , chi lo sa che la Pietra Filosofale come trasformò i piombo in oro sia stata in grado di trasformare anche l’animo umano riempiendolo di Pace e di Amore? E se la storia fosse solo una parabola della lotta tra Chiesa e Scienza, un modo per affermare che la Via del Bene non era solo quella tracciata dai prelati ma che i veri sacerdoti del Bene erano gli scienziati? Si spiegherebbe così anche quanto narrato a proposito di Richelieu che , mosso da avidità, non raggiunse mai il successo…congetture, la verità non la sapremo mai visto che il segreto è morto con Flamel…o no?
Articolo scritto da Carmen Carbonaro