La croce di Malta e la sua storia

La croce di Malta, nota come croce di san Giovanni, è il simbolo ufficiale dell’arcipelago maltese ed è posta sulla bandiera. Essa ha origini molto antiche e costituì il simbolo della repubblica marinara di Amalfi almeno sin dall’XI secolo.

Ma quale è il significato di questa croce? Come si può notare è una croce ottagonale di origine bizantina, risalente al VI secolo, ma il suo disegno trae spunto dalle crociate. Vi sono varie ipotesi sul significato delle otto punte.

Secondo alcuni potrebbero simboleggiare le beatitudini secondo San Matteo: Beati i poveri in spirito, perché di essi è il Regno dei cieli,  Beati i miti, perché possiederanno la Terra, Beati gli afflitti, perché saranno consolati, Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia, perché saranno saziati, Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia, Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio, Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio, Beati i perseguitati per amore della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.

Secondo altri alcune virtù cristiane come: lealtà, pietà, franchezza, coraggio, gloria ed onore, disprezzo per la morte, solidarietà verso i poveri ed i malati, rispetto per la chiesa oppure gli 8 principi che dovevano rispettare gli antichi cavalieri di San Giovanni: spiritualità, semplicità, umiltà, compassione, giustizia, misericordia, sincerità, sopportazione.

La Croce dei Cavalieri Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme è di colore Bianco, il colore della Purezza delle Beatitudini.

Essa fu dapprima adottata come simbolo distintivo da un gruppo di Monaci guidato dal Beato Fra Gerardo Sasso, Benedettino della Abbazia di Cava. 

Questi Santi Uomini presero ad occuparsi delle sofferenze dei Pellegrini sulle vie della Terra Santa. Essi realizzarono il primo Ospedale della storia, l’Ospedale di San Giovanni nella Città Santa di Gerusalemme. Per fronteggiare le continue violenze ed aggressioni subite dai pellegrini da parte di briganti e tagliagole, Frà Gerardo venne successivamente autorizzato ad organizzare i monaci in armi, provvedendo alla difesa dei poveri viandanti.

Il Santo Padre Pasquale II sancì lo status di Monaci Cavalieri e, di fatto, la nascita dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, successivamente denominato dei Cavalieri di Malta con la bolla papale Pie Postulatio Voluntatis  nell’a.d. 1113.

Questo fu possibile anche in virtù delle modifiche apportate, nel frattempo, alla “Regola Benedettina”, che governava la vita e le attività dei Monaci di San Giovanni, che consentirono per l’appunto di assumere la difesa in armi dei pellegrini inermi da parte dei monaci.

Circa settecento anni dopo avvenne la terribile diaspora dovuta alla resa dell’Ordine ai bonapartisti, decisione assunta dall’allora Gran Maestro  Von Hompesch al fine di evitare di esporre i Cavalieri alle persecuzioni napoleoniche.

Questo atto sancì tuttavia la fine dell’unità dell’Ordine, favorendone la scissione in due tronconi ancora oggi separati. L’uno, l’OSJ che trovò una propria collocazione presso i Patriarcati delle Chiese Cristiane d’Oriente ed in particolare la Chiesa Ortodossa Russa nonché nel Continente Nord Americano l’altro, lo SMOM, nato nel 1803 per volere del Santo Padre a difesa della Santa Sede, è sicuramente il ramo oggi più potente e conosciuto dei Cavalieri di San Giovanni vivendo da oltre 200 anni in una totale simbiosi con la Chiesa di Roma. Essa ha consentito al Sovrano Ordine Militare di Malta di ottenere la extraterritorialità, divenendo così uno Stato Sovrano Riconosciuto a tutti gli effetti.

La croce di Malta quindi rappresenta ancora oggi il simbolo del Sovrano Militare Ordine di Malta, ma anche insegna di numerosi ordini cavallereschi.

Articolo scritto da Elvira Guglielmino