Jure Grando…la leggenda del vampiro istriano

Una delle leggende più famose sui vampiri proviene dalla Transilvania, un paese medievale e si riferisce al conte Vlad Dracul, il principe della Valacchia che originò le leggende del vampiro.

Ma sono ben pochi a sapere che nel Seicento anche l’Istria aveva a suoi vampiri. Anzi il suo vampiro. Il primo vampiro che si presentò in Europa con nome e cognome, almeno nei libri, fu infatti il contadino istriano di Corridico, Jure Grando.

La storia di questo contadino, morto nel 1656 e riesumato nel 1672, viene raccontata da Johannes Weikard Valvasor in Die Ehre des Herzogthums Crain (1689), nella sua opera La gloria del Ducato della Carniola, edito a Norimberga nel 1689.

Questo autore nato il 27 maggio 1641 a Lubiana, da una famiglia patrizia, originaria di Bergamo trasferitasi nella Carniola nel 16 secolo. La sua grande opera è suddivisa in quindici libri o ampi capitoli, raccolti in quattro grossi volumi, per un totale di 3523 pagine di grande formato, con 533 illustrazioni di cui molte descrivono alcuni particolari dell’Istria di quel tempo.

Questa storia, di cui oggi in Istria e in particolar modo a Corridico nessuno sembra più saper nulla, circola ancora comunque tra gli appassionati di storie e racconti dell’orrore. Al punto da aver ispirato alcuni anni fa anche l’italiano Max Ferro, sceneggiatore, scrittore e regista torinese, inducendolo a farne addirittura un film.

La leggenda racconta che nel 1672, il contadino Jure Grando, sedici anni dopo la sua morte e sepoltura, “ritornava durante le notti”. Egli sarebbe apparso al parroco, un certo padre Giorgio, che lo aveva sepolto e sempre di notte e ad alcune persone a cui aveva bussato durante la notte facendoli morire.

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Questa leggenda viene anche citata da Joseph von Gorres, un pubblicista e storico tedesco autore di Il mistico divino, naturale e diabolico. Anche in questo caso si parla di un vampiro, che andava in giro ad infestare il paese di Coriddico in Istria, ma con qualche differenza rispetto alla storia precedente.

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Si narra che il cadavere sorridente di Jure sarebbe apparso alla moglie, addirittura nel loro letto, come se fosse lieto di respirare l’aria fresca. Per disfarsene il prete lo prese alla sprovvista e gli sollevò il crocifisso gridando “ Guarda Gesù Cristo, strigòn! Cessa di tormentarci!”. Dagli occhi del vampiro sarebbero spuntate delle lacrime, ma i più coraggiosi cercarono di piantargli un paletto di biancospino nel cuore, ma invano, poiché il palo rimbalzava sul vampiro.

Alla fine il boia lo decapitò e il vampiro lanciò un grido terribile.

Soltanto a quel punto a Corridico tornò la pace. Quella pace che regna ancora oggi per le stradine semideserte di questo piccolo e suggestivo paesino tutto orti, sorto sul ciglio occidentale del vallone di Canfarnaro.

Articolo scritto da Elvira Guglielmino

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