Il flamenco … la storia di un popolo!

C’è sempre un sottofondo musicale che accompagna le nostre giornate; la musica è il motore della vita, la chiave dei nostri ricordi e quasi sempre la storia di un popolo.

E questa è la storia del flamenco, la musica del popolo nomade dei gitani che durante le loro migrazioni hanno attraversato tutto il medio oriente e il mediterraneo. Ma è l’Andalusia il luogo dove il flamenco si diffonde e pone le sue radici divenendo cultura e tradizione dell’intera Spagna. Racconta di contadini andalusi poveri e sfruttati, di gitani erranti, di persecuzioni, di torture. E’ sicuramente un canto pieno di sofferenza, sentimento che sta alla base della cultura flamenca.

Nel 1840, il flamenco è solo uno stile di vita; l’aristocrazia spagnola incomincia ad interessarsi a questo nuovo modo di “fare musica” e sempre più spesso vengono chiamati i gitani per animare con la loro arte le feste dei nobili. Molti pensano che l’anima del flamenco sia la danza, invece in realtà è il canto che va dall’angoscia sofferente dei soleà alla vivace alegria, dalla disperazione della siguiriya all’ottimismo gioioso della bulerìa.

Nascono i cafés cantantes, locali dove assistere a esibizioni di flamenco … inizia l’età d’oro del flamenco e da questo momento in poi si aggiunge il ballo e l’accompagnamento musicale.

Un grande cantaor che più degli altri arricchì il suo repertorio fu Silverio Franconetti di origini italiane che, con il suo Cafè, creò i primi artisti flamenchi della storia.

Proprio perché il Flamenco non è inteso solo come arte ma anche come cultura, il 16 novembre 2010, l’UNESCO, riunitosi a Nairobi in Kenia, lo ha inserito nel Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.

Il flamenco è dunque universale, perché è espressione di tutti i sentimenti dell’essere umano.
Questo riconoscimento ufficiale come patrimonio dell’Umanità è un orgoglio per tutti coloro che sentono il flamenco come una forma di vita e non solo come musica e danza. Per tutte le persone che vivono nella culla del flamenco, l’Andalusia, e per le quali il flamenco rappresenta la propria identità. 

Articolo scritto da Graziella La Rosa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *