Grecia, la tomba di Omero

“Qui giace il più grande cantore del mondo!” disse la rosa.
“Sulla sua tomba voglio effondere il mio profumo , spandere i miei petali quando la tempesta li strapperà!
Il cantore dell’Iliade è divenuto terra nella terra dalla quale germoglio! Io, rosa sulla tomba di Omero, sono troppo sacra per fiorire per il povero usignolo!”
H.C. Andersen

La vita del Cantore per eccellenza, il grande Omero, è avvolta nella leggenda, dalla nascita alla morte, persino alla sepoltura…


Si ipotizza, infatti, che cantore cieco sia nato a Chio, o forse a Smirne…o a Colofonte, ad Atene, ad Argo, a Rodi o a Salamina…certo, o quasi, è che era originario della Ionia, visto che i racconti dell’Iliade e dell’Odissea sembrano essere stati trascritti da un antico dialetto ionico.
Gli storici dispongono di pochi elementi sui quali costruire una teoria sulle vicende umane id Omero, e a volte si è finito pure per dubitare della esistenza stessa del cantore. La nebbia del mistero che avvolge la vita di Omero, però, costituisce il fascino del personaggio che si muove tra mito , leggenda e storia e ha dato origine persino ad una questione, la così detta questione omerica…
Il sentore di mito della fantastica vicenda umana di Omero ha dato origine a leggende anche sulle vicende sulla sua morte e sul luogo in cui riposerebbero le sue spoglie mortali.
Nel cuore del Mediterraneo si trova un’isoletta , meta del turismo giovane di tutta Europa. Stiamo parlando della leggendaria Io, chiamata anche Ios o Nio.
Citata in Marrakech Express, set del film Dillo con parole mie nel 2002, l’Isola di Ios è una magnifica meta delle Cicladi meridionali, celebre per le sue spiagge e la movida.
Ebbene, proprio su quest’isola, tra pub, discoteche e sballo a tutto spiano si troverebbe la tomba di Omero: nell’estremo nord di Io, sulla collina di Psathopirgo, circondata di macchia mediterranea e cicale canterine nelle caldissime giornate estive, si trova un cenotafio, ovvero un monumento sepolcrale di grande semplicità, che ricorda la morte di un personaggio famoso, ma non la sua tomba.

Un monumento come se ne trovano in tante parti del mondo, uguale a tanti altri, costruita in pietra bianca che portano incise iscrizioni in greco..proprio una di queste iscrizioni consacra il cenotafio come sepoltura di Omero.
Il perchè il Cantore dell’ Iliade e dell’Odissea avrebbe dovuto scegliere di finire i propri giorni ad Io è frutto di congetture e di racconti…secondo una versione della storia di Omero il poeta si venne a trovare nell’isola per puro caso durante le sue peregrinazioni ed ivi sarebbe deceduto per una caduta accidentale, soprattutto perchè era molto anziano e soprattutto cieco.
Secondo altri , Omero fu lasciato morire se non addirittura ucciso, perchè non seppe rispondere ad un quesito posto dagli abitanti dell’isola.
La versione più accreditata narra, invece, di un antico legame familiare di Omero con Io, visto che sua madre Climene era nata sull’isola, e finita poi altrove forse prigioniera di guerra, forse perchè seguì il marito…non lo sapremo mai.
E non sapremo mai nemmeno se veramente i resti mortali del grande Omero sono sepolti sotto quelle rocce che guadano un mare splendido e senza uguali.
Al di là della leggenda, salire sino al promontorio del cenotafio è una esperienza indimenticabile, poichè si è costretti ad inerpicarsi tra i vigneti e gli ulivi di Pano Kombos che cedono il passo alla macchia mediterranea e alla zona brulla di Koulida. Lì, sulla vetta della collina, si respira il vento umido che sale dal mare e si apre sul golfo di Plakoto.
Gli abitanti dell’isola vi racconteranno leggende e riti legati a questo luogo, come la tradizione di costruire sette piccoli mucchi di pietre proprio nei pressi del cenotafio, opera che se ben riuscita senza che alcuno dei mucchietti cada , sarà segno di buona fortuna.

Provare per credere!
Articolo scritto da Carmen Carbonaro