Frutta secca nell’anima e zucchero nel cuore…Torrone!

torrone-dei-morti-vari-gustiL’autunno è giunto nel pieno dei suoi giorni e il sentore del Natale non è lontano..tempo ideale questo per il torrone, il principe dei dolci natalizi, un trionfo di zucchero, miele, spezie e frutta secca, dalle nocciole, alle mandorle, ai pistacchi alle arachidi.Il nome di questo amato dolce deriva dal verbo latino torreo, abbrustolire, che si riferisce con ogni probabilità al procedimento di tostatura dei semi prima della loro lavorazione con albume e zucchero o miele. Dalle fonti storiche si evince, infatti, che il torrone era molto amato sin dall’epoca dei sanniti che consegnarono la loro tradizione dolciaria ai romani.

La versione “moderna” del torrone a base di zucchero probabilmente apparve con l’arrivo degli arabi che ne permisero la diffusione lungo le cose del Mediterraneo, in particolare in Spagna e in Italia, Paesi eredi di questa dolcissima tradizione.

Molti studiosi ritengono addirittura che sia il nome sia le origini del torrone siano proprio arabe, rifacendosi al trattato anonimo di medicina  De medicinis et cibis semplicibus del XI secolo nel quale appare il “turun”, impasto energetico di frutta secca e zucchero, ottimo ricostituente.

torrone alicanteRisale al 1221 il primo documento che menziona il dolce e ne testimonia la diffusione in Catalogna e Valencia. Di quella tradizione oggi rimangono le IGP del Torrone di Jijona, a pasta morbida, con mandorle triturate, albume e miele, e del Torrone di Alicante, con mandorle intere.

L’amore degli Spagnoli per il più semplice dei dolci è testimoniato dall’esistenza del Museo del Turròn, voluto da don Juan Antonio Sirvent Selfa negli anni ’60, nel cuore della fabbrica El Lobo. In origine non era l’unico museo del genere, ma è l’unico sopravvissuto sino ad oggi. Diviso in tre sezioni, una dedicata alle materie prime e alla storia del dolce, una dedicata ai macchinari, e una terza alla commercializzazione del prodotto, permette di assistere attraverso grandi vetrate alla fabbricazione dei prodotti destinati alle tavole spagnole.turron museo

In Italia esiste una maggiore varietà di torroni rispetto alla Spagna.

A Cremona, ad esempio, il celebre torrone apparso alle nozze di Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti nel 1441, bianco, morbido, a base di nocciole, albume e zucchero,  prese la forma di torrazzo, la torre campanaria simbolo della città. Per altro , se volete gustarlo, consigliamo di andare a fine novembre alla Festa del Torrone.testata_mobile-768x500

 In Sardegna il morbido torrone colore avorio si scioglie in bocca poiché è fatto solo di miele ed albume, senza aggiunta di additivi o zucchero. La produzione segue ritmi e tecniche antiche di secoli , soprattutto in centri come Aritzo e Tonara. Solo nel 1962 , con l’introduzione delle macchine elettriche, la famiglia Pranteddu sollevò i torronai dal faticoso lavoro di rimescolamento che durava dalle 5 alle 6 ore, in maniera continuativa.

Non stupisca tanta fatica e tanto lavoro, esistono torroni croccanti che arrivano a 12 ore di cottura, altri , morbidi di appena due ore, come il torrone prodotto all’Aquila, superbamente mescolato al cacao…

In Sicilia il torrone ha il colore bruno dello zucchero caramellato e la fragranza delle mandorle di Avola o delle nocciole dei Nebrodi o dei pistacchi di Bronte.cubaita

Qui le ricette rivelano l’origine puramente araba, come arabo è il nome tradizionale del torrone , Cubaita o cubbaita, dall’arabo quibbiat, letteralmente mandorlato, l’originale delizioso croccante di mandorle che allieta non solo le festività natalizie. A Catania, infatti, al tempo della festa della santa patrona Agata, i maestri turrunari si esibiscono modellando in mille forme diverse l’impasto incandescente che viene girato e rigirato sulle lastre di marmo con l’aiuto di spatole, mentre il profumo di zucchero e mandorle si diffonde nell’aria circostante … che acquolina!

Articolo scritto da Carmen Carbonaro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *