Francia … Museo Internazionale del profumo

col1_07_0213La profumeria sin dai tempi antichi ha rappresentato uno dei fenomeni più importanti di tutte le civiltà. Da oltre quattro millenni, ha dato origine a migliaia di oggetti utilizzando tutte le forme d’arte. Nel passato erano numerose le collezioni private, ma successivamente nacque il desiderio di creare uno spazio pubblico dedicato alla salvaguardia di questo patrimonio internazionale. 

Ecco che in Francia all’inizio del XX secolo nacque, grazie a François Coty e dove Coco Chanel lanciò la moda dei profumi, la profumeria contemporanea.
Grasse è stata la prima città a creare un Museo Internazionale della Profumeria dimostrando nel corso dei decenni, l’eccellenza della propria produzione di materie prime naturali lavorate con ingegnosi procedimenti perfezionati  nei grandi stabilimenti industriali. 94_50

Nel 1918, François Carnot crea proprio a Grasse un museo privato, progettando sin da subito una sezione riservata alla profumeria in tutte le sue varie forme. Nel 1921  i profumieri di Grasse e Parigi, tra cui le celebri maison Piver e Pinaud, ma anche gli stabilimenti industriali Chiris di Grasse, lavorano alla creazione del museo. Inaugurato nel gennaio del 1989, il Museo Internazionale della Profumeria rappresenta dunque la memoria vivente di una professione, ma anche uno dei musei che caratterizza la Francia.1m052043

Nel 2006 il museo è stato ampliato e oggi offre ai visitatori uno spazio di 3500 metri interamente dedicato al mondo della profumeria. Esso affronta tutti gli aspetti della storia delle fragranze, dalle materie prime alla fabbricazione, dall’industria all’innovazione, dal commercio al design e agli usi attraverso le forme più diverse (oggetti d’arte, arti decorative, tessuti, reperti archeologici, pezzi unici e forme industriali), e costituisce la prima collezione pubblica al mondo dedicata all’industria del profumo, dai tempi più antichi ai giorni nostri, sui cinque continenti.1m93550

I profumi e i loro impieghi risalgono alla notte dei tempi e seguono le diverse civiltà.
Sembra che i primi oggetti usati come vasi per profumi e cosmetici si siano diffusi in Medio Oriente attorno al 7000 a.C.

A partire dal 4000 a.C., le civiltà hanno usato diverse materie odorose come resine, inserite all’interno di incensieri o bruciaprofumi, destinate agli dei e riservate alle famiglie reali.
Gli Egizi ignoravano la distillazione e i prodotti ottenuti erano lontani dall’avere la potenza olfattiva dei nostri profumi, ma la loro moda conosceva un’ampissima diffusione.
Nel VI A.C. l’odore inizia a svolgere un ruolo fondamentale per  il  sacro, il  terapeutico, la cosmetica e la  cucina, che manterrà per tutto il Medio Evo, a prescindere dalla civiltà.
A Grasse, benché si utilizzavano delle fragranze naturali e grezze a partire da spezie, fiori, resine minerali o vegetali, si fabbricavano anche oli o acque profumate ottenute per decantazione, macerazione e filtrazione.

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La Rivoluzione Francese rovina i profumieri, ma non cancella il gusto della profumeria. All’indomani del periodo del Terrore, l’uso del profumo è diffusissimo. Alle paste profumate iniziano ad aggiungersi ciprie, saponi, tabacchi… Il piacere genera la creazione di cofanetti e oggettistica legati alla comparsa di nuovi materiali.

La profumeria moderna nasce poi nel XIX secolo con vere e proprie creazioni basate su scoperte di prodotti odorosi grazie alla chimica organica.

Per maggiori informazioni  www.museesdegrasse.com/it

Articolo scritto da Elvira Guglielmino

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