Croazia … la cucina tipica istriana

La cucina istriana è una cucina popolare in cui si fondono antiche tradizioni delle passate dominazioni che il Paese ha vissuto; dal potere feudale franco e germanico alla dominazione dell’Impero romano fino ad arrivare alla dominazione slava.

I piatti che predominano sono le carni bollite, pesce, verdure selvatiche, il tutto condito con tante spezie, aceto di vino e olio extra vergine d’oliva. Un posto d’onore è riservato al vino prodotto dalle antiche vigne della zona.

ISAP2007Tinjan-080Tra i piatti tipici locali abbiamo il prosciutto istriano rigorosamente affettato sottile e accompagnato con del formaggio e delle olive locali. La pasta è prodotta in diverse varianti e condita con una gran quantità di salse; famosi sono i ravioli e le posutice (pasta a forma quadrata) condite con la carne, le verdure, i funghi o con le lumache. Accanto alla pasta ci sono le tipiche zuppe istriane preparate con unbakalar-pate-posutice pesto realizzato con pancetta secca tagliata a piccoli pezzi, aglio e prezzemolo oppure la jota preparata con cavoli acidi.

Le verdure occupano un posto importante nella cucina istriana e tra queste troviamo gli asparagi selvatici ottimi con le uova o come contorno.

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Essendo una terra che si affaccia sul mare, tanti sono i piatti a base di pesce che ci vengono proposti: dal baccalà all’istriana al brodetto 30422231_ricetta-pasta-con-gli-scampi-alla-busara-2istriano, al risotto ai frutti di mare agli scampi alla busara.

Un’altra eccellenza culinaria è il tartufo bianco, uno tra i più pregiati al mondo che cresce nel grigio, “grasso” e argillaceo suolo istriano. Il centro di “caccia” è l’umido querceto del Bosco di Montona lungo il fiume Quieto, adiacente al paesetto di Levade. Il tartufo fu scoperto dagli antichi Romani ben 18 secoli fa. Durante il regno della Serenissima che durò cinque secoli, il Bosco di Montona portava il nome di Bosco di San Marco e soltanto a pochi era permessa la “caccia” ai tartufi. Con il cambio al potere e l’avvento dell’Impero Austro-Ungarico, il tartufo raggiungeva una sola destinazione: quella della corte viennese. Oggi rimane un’eccellente prelibatezza gastronomica.

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Articolo scritto da Graziella La Rosa

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