Croazia, la città da favola: Rovigno

Istria, lembo della Croazia che tende la mano all’Italia, una terra piena di sorprese come la deliziosa Roviji, in italiano Rovigno, meta turistica per eccellenza insieme a Parenzo che si trova a pochi chilometri di distanza.
Rovinji è affacciata sul fiordo di Lemme, ed è circondata dalla profumata macchia mediterranea, che si può ammirare nel vicino Parco Forestale di Punta Corrente e il promontorio di Zlatni Rat, dove il visitatore può godersi il paesaggio passeggiando in bici o a piedi lungo sentieri ben tenuti. Il territorio si può ammirare anche dall’alto perchè poco distante dal centro cittadino si trovano diversi aeroporti sportivi , tra i quali quello di Vrsar e di Medulin, dai quali è possibile effettuare voli panoramici.


Poco distante dal centro cittadino si trova il vero cuore turistico del territorio di Rovigno , il villaggio di Valalta, sorto nel 1968, nel quale si trovano campeggi, hotels, il porticciolo turistico, negozi di ogni tipo e per ogni esigenza, ristoranti, insomma, il posto ideale per le vacanze della famiglia che ama la natura e il mare. Unico dettaglio, non sono ammessi animali domestici.
L’estate è il momento migliore per una visita a Rovigno in considerazione delle spiagge amate dai turisti, come Sveta Katarina, Sveti Andrija e Crveni Otok, o “isola rossa”…ben 13 isole si affacciano innanzi a Rovigno e offrono numerose occasioni di svago.
Ma non finisce qui.
Rovigno è una città di antiche origini con una lunga storia da raccontare, con episodi di gloria e altri di dolore.
La cittadina fu fondata con molta probabilità in epoca romana, sul Limes, il confine , che fu volgarizzato in Lemme , nome del Fiordo di Rovigno. La denominazione di Rovigno invece deriverebbe da Rubinus o ruvinus, ossia rosso, riferimento al colore rossastro dei depositi di bauxite sulle rocce circostanti.
Rovigno visse il suo periodo migliore sotto la dominazione di Venezia che seppe sfruttare le preziose cave di Pietra d’Istria, utilizzate per la costruzione del Palazzo del Doge e di altre importanti architetture della Serenissima. L’impronta veneziana si respira ancora nella Rovigno moderna, uno dei pochi esempi di città della ex Jugoslavia che non ha cercato di cancellare il patrimonio culturale ereditato dall’ Italia alla quale appartenne fino al Trattato di Parigi del 1947. Girando per la città non è raro incontrare vie e targhe commemorative intitolate a italiani illustri . L’italiano ancora oggi è lingua ufficiale accanto al croato.
Passeggiamo per le vie cittadine che dal centro scendono al porto e respiriamo l’aria da favola che incanta il visitatore…nel cuore della città che in origine era una isoletta alla quale si accedeva attraverso ponti levatoi, ci imbattiamo in costruzioni in stile veneziano, dalle mura edificate nel XII per difendersi dai pirati, alla cattedrale di Santa Eufemia , patrona di Rovigno, la cui statua che guarda la città dall’alto della torre campanaria. L’edificio fu progettato nel 1720 da Giovani Dozzi, ed edificato riutilizzando materiale proveniente da altri edifici più antichi. All’interno della chiesa si trova il sarcofago del VI sec. d.c. che conserva le reliquie di santa Eufemia di Calcedonia, approdate al porto di Rovigno, come ricorda il ceppo marmoreo posto accanto alla chiesetta di Santa Croce, la costruzione che dall’alto della scogliera accoglieva i pescatori al ritorno dalle battute di pesca.
Poco distante troviamo l’antica porta di ingresso alla città, l’ Arco dei Balbi, costruito nel 1680 dal podestà Daniele Balbi. Sempre di epoca veneziana si può ammirare la Pinacoteca che ospita soprattutto opere del Settecento veneziano.
Capolavoro barocco è il Convento francescano del 1702, e l’annessa biblioteca contenente circa 12 000 volumi antichi e pregiati, oltre a circa 250 opere d’arte sacra di importante rilevanza storica.
Resti medioevali sono disseminati lungo tutta le città, dal Battistero della Santissima Trinità, in pieno stile romanico, alla chiesa di San Tommaso Apostolo, al Palazzo Comunale le cui fondamenta risalgono al 1308, alla Torre dell’Orologio del XII secolo, che fu anche prigione e deposito di armi, oggi simbolo della città.
Rovigno ospita il Teatro Gandusio, su progetto di Nicolò Califfi, sindaco di Rovigno nel 1854 e intitolato al famoso attore italiano Antonio Gandusio, originario proprio di quella terra.
Una passeggiata a Rovigno non può concludersi senza la visita all’Aquario…
Poco fuori città, a circa 5 km, si può ammirare la Chiesa di San Tommaso (VIII-IX secolo), uno splendido esempio dell’architettura sacra risalente al periodo carolingio istriano; od ancora i siti di Moncodogno, dell’età del bronzo (1800-1200 a.C.), e Monsego, sito sepolcrale con tumuli di pietra, e i resti di epoca romana della Villa romana di Cala Cisterna, risalente ad un periodo oscillante tra il II e il IV secolo d.C.
Rovigno vi aspetta, raggiungibile da Venezia o da Trieste in poco più di due ore di macchina, perfetta da visitare in primavera, meravigliosa in estate, pronta a regalarvi emozioni da sogno.
Articolo scritto da Carmen Carbonaro