Corfù e il rifugio di Sissi: l’Achilleion

Achilleion 11861.La giovane Imperatrice d’Austria, l’atletica Sissi, è gravemente malata e i dottori temono che la casa imperiale debba prepararsi al peggio. Nel tentativo disperato di scongiurare l’infausto evento, la giovane viene spedita lontana da Vienna e dal suo clima rigido, ma anche dal rigido cerimoniale di corte, dalla rigida Arciduchessa Sofia, dal dolore per la perdita di una figlia di appena due anni.

Lungo il viaggio per l’isola di Madeira, dove Sissi troverà un clima salubre e si riprenderà, l’Imperatrice sosta a Corfù, un’isola incantevole della quale si innamora tanto da volerci tornare molte volte nelle sue fughe da Vienna. Anni dopo, e dopo l’ennesimo duro colpo ovvero la morte del figlio Rodolfo, Elisabetta vi acquisterà addirittura una casa e la trasformerà nel Palazzo di Achille, l’Achilleion appunto, che la accoglierà spesso insieme alle figlie Gisella e Maria Valeria.

L’Achilleion è a pochi km dal villaggio di Gastouri, dove il passaggio di Sissi è segnato dal Belvedere a lei intitolato già dal 1890. Acquistata la proprietà dalla famiglia Vraila nel 1889, Sissi sopraintese ai lavori di restauro affidati agli architetti italiani Carito e Landi, affinchè da semplice casa di campagna, divenisse un palazzo neoclassico. E così fu, nel volgere di appena due anni.

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L’Achilleion, oggi restaurato, accoglie il visitatore con un’ampia Sala da ricevimento dalla quale si diparte la scala monumentale. Ai suoi piedi le statue di Zeus e di Hera, sul soffitto il dipinto “Le quattro Stagioni” dell’italiano Galloppi, ed ancora le scene epiche tratte dall’Iliade del “Trionfo di Achille”, introducono in ambienti in cui i minimi dettagli trasudano conoscenza della letteratura e del pensiero greco.

 Sul lato sinistro dell’ingresso si trovano gli appartamenti privati di Elisabetta, mentre a destra diverse sale oggi accolgono i cimeli di Sissi e di Guglielmo II, il successivo proprietario del palazzo Negli ambienti a sinistra si trovano i mobili che appartennero all’imperatrice, persino la scrivania, il letto , l’armadio e i ritratti di famiglia.

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Il secondo piano colpisce il visitatore per il magnifico portico in stile ionico , con le statue delle Muse anteposte alle colonne e , dietro di esse , i busti di filosofi e di scrittori.

Opera mirabile il giardino che si apre su uno scenario fatto di verde e di mare, con i percorsi segnati da cespugli fioriti, statue di filosofi, scrittori ed eroi. Tra tutte campeggia la figura di Achille, colto nell’atto di togliere la freccia dal suo tallone, consapevole della morte imminente, rappresentazione amata da Sissi che in essa intese quasi rappresentare se stessa. Purtroppo Guglielmo II spostò la statua in posizione periferica e la sostituì con un Achille trionfante che meglio si addiceva al suo ruolo di imperatore di una nazione potente e in forte ascesa.

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Passeggiando per i viali si coglie l’animo dell’Imperatrice, romantico e malinconico, espresso dalla presenza degli scrittori da lei amati, da Lord Byron ad Heine. Anche in questo caso l’arrivo di Guglielmo II comportò modifiche e scelte non sempre di buon gusto che, per fortuna, non  modificarono sostanzialmente  l’assetto originario del giardino, ma la statua di Heine, per esempio, fu esiliata a Toulon, in Francia.

Nel giardino si trova, inoltre, la statua di Frine, personaggio storico realmente vissuto, donna bellissima e intelligente, che, nonostante le umilissime origine, sfruttò la sua bellezza per diventare ricchissima, tanto da poter proporre di finanziare la ricostruzione delle mura della sua città, Tebe, dopo la distruzione operata da Alessandro Magno. La scelta è coerente all’idea che Elisabetta aveva della Bellezza quale valore assoluto, senza tempo ed estrazione sociale.

Nel 1905 l’Achilleion fu acquistato dall’imperatore tedesco Guglielmo II, prima di diventare, durante la Prima Guerra Mondiale, ospedale militare francese e poi serbo. I soldati italiani e tedeschi, durante l’occupazione di Corfù, nella Seconda Guerra Mondiale, vi stabilirono il Quartier Generale sull’isola. Solo nel 1993 l’Achilleion divenne di proprietà dell’Ente Nazionale del Turismo greco.achilleion5

 Oggi la statua di Sissi, a grandezza naturale, posta all’ ingresso del Palazzo, accoglie i visitatori da tutto il mondo con il suo sguardo severo e profondamene malinconico, consegnando l’Achilleion come se consegnasse il suo cuore , la sua cultura, il suo gusto estetico, il suo pensiero, il suo essere unica nella storia d’Europa.

Articolo scritto da Carmen Carbonaro

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