“ Semu tutti devoti tutti … viva Sant’Agata “!

Tra poche ore la sontuosa Cattedrale di Catania aprirà le sue porte per accogliere i numerosi pellegrini che trepidanti attenderanno l’uscita di Sant’Agata dalla stanzetta del tesoro.

Con grande tripudio, ogni anno, si attende il momento della Santa Messa dell’aurora che segna l’inizio dei festeggiamenti religiosi in onore della santuzza. Subito veniamo attratti da un’infinità di devoti che indossano il loro saio di cotone bianco detto saccu, un copricapo di velluto nero detto scuzzetta, un cordone monastico bianco intorno alla vita, dei guanti bianchi e un fazzoletto, anch’esso bianco, che viene agitato al grido “Tutti devoti tutti, cittadini viva sant’Aita”!

Le reliquie di Sant’Agata sono custodite dentro una stanzetta dalle dimensioni piuttosto ridotte, ricca di affreschi secolari; sul suo lato destro, nella parte bassa è conservato lo scrigno della Santuzza, mentre nella parte superiore destra, dietro un armadio argenteo, si trova il busto reliquiario, che viene portato giù dagli addetti con un piccolo elevatore, dopo aver montato le ali d’argento, e successivamente, al momento dell’uscita, fatto scorrere lungo dei brevi binari lignei che l’accompagnano all’interno della cappella Agatina.

Tre differenti chiavi, ognuna custodita da una persona diversa, sono necessarie per aprire il cancello di ferro che protegge le reliquie in cattedrale: una la custodisce il tesoriere, la seconda il cerimoniere, la terza il priore del capitolo della cattedrale. Quando la terza chiave toglie l’ultima mandata al cancello della cameretta e il sacello viene aperto, il viso sorridente e sereno di sant’Agata si affaccia dalla cameretta nel crescente tripudio dei fedeli impazienti di rivederla. Il mezzobusto contenente le reliquie viene poi portato sull’altare maggiore e ha inizio la messa detta dell’aurora. Sono le ore 06.00.

A conclusione della Santa Messa, tra i fragori degli spari a festa, il fercolo viene caricato del prezioso scrigno con le reliquie e consegnato ai cittadini che lo porteranno in processione per il giro esterno della città.

Nei secoli la devozione verso Sant’Agata è diventata sempre più forte; il catanese è legato da un cordone ombelicale alla sua santuzza, un rapporto intenso che culmina in questi giorni di festa. Considerata la terza festività al mondo per durata e partecipazione popolare, si sta proponendo l’iscrizione nel registro del REIS ( Registro Eredità Immateriali Siciliane ).

Articolo scritto da Graziella La Rosa

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