Carlo Magno e il Talismano di Harun al Rashid

t1bisReims … una città dal fascino imperiale che non smette di sorprendere con mille piccoli e preziosi dettagli della Storia.

Uno di questi dettagli è il Talismano di Carlo Magno, un magnifico pendente del IX secolo, realizzato in filigrana d’oro lavorata a granulazione e pietre preziose, ben cinquantatrè, tra zaffiri, granate, ametiste, smeraldi, perle e granate.

Al centro del medaglione campeggia uno zaffiro ovale, tagliato a cabuchon,che lascia intravedere le santissime reliquie dei capelli e del latte della Madonna al suo interno.

Secondo quanto racconta la storia, venata di leggenda, quando l’Imperatore Ottone III si recò ad Aquisgrana alla ricerca della tomba di Carlo Magno, restò sconvolto dalla visione del corpo dell’antenato in perfetto stato di conservazione e corredato della fedele di spada , la sudata corona, e il meraviglioso Talismano.

Quest’ultimo sembra sia stato un pezzo del corredo di doni portato dagli emissari dell’Imperatore del Sacro Romano Impero al ritorno dalla corte di Harun al Rashid, il celeberrimo Sultano delle storie delle “ Mille e una notte”.

Al Rashid era stato veramente prodigo di doni, tanto che il carico comprendeva le chiavi del Santo Sepolcro, una scimitarra dorata, un orologio ad acqua, tappeti, tessuti, scimmie, leopardi e perfino un elefante!t2

All’interno del Talismano Carlo fece inserire le sacre reliquie della Madonna e decise di portare il pendente al collo, legato con un semplice laccio di cuoio, per assicurare a sé e all’Impero lunga vita.

Pare che il Talismano abbia efficacemente svolto la propria funzione protettiva, a tal punto che la fama del suo potere si tramandò nei secoli successivi, sebbene materialmente del Talismano si fossero perse le tracce dopo l’impresa di Ottone III.

Ottobre 1804, Giuseppina Bonaparte giunge nella città di Carlo Magno per respirare aria d’Impero.

Durante il solenne Te Deum celebrato per lei e per il marito, riceve in dono dal Vescovo nientemeno che il Talismano come ringraziamento per la restituzione dei beni confiscati al clero durante la Rivoluzione, restituzione che Napoleone aveva effettuato per guadagnarsi la pace per il suo nascente Regno.

Giuseppina, affascinata dall’aura magica del Talismano, decide di non separarsene più, e così lo porta legato al polso anche durante l’incoronazione imperiale ed ancora in esilio a Malmaison.

E da Giuseppina il Talismano passa all’amata figlia Ortensia, e da lei a Napoleone III.

Il peregrinare di corte in corte per l’intera Europa sembra non avere sosta browse around this website.

La moglie di Napoleone III, la splendida Eugenia, lo vuole con sé al momento di partorire il suo primogenito e futuro imperatore di Francia, e non se ne separa nemmeno quando dei fasti dell’impero non è rimasto più nulla , e lei e il marito finiscono in esilio in Inghilterra.

Il Talismano allora fa la sua ricomparsa a Londra , a Chislehurst, in un reliquiario appositamente realizzato per custodirlo.

Solo dopo la morte di Napoleone III il Talismano torna in Francia, dono di Eugenia alla Cattedrale di Reims dove per secoli gli imperatori sono stati incoronati,  forse come accettazione del fatto che la sua funzione di protettiva si è ormai esaurita o, forse, per la consapevolezza che l’epoca dei fasti imperiali è tramontata per sempre.

Oggi il Talismano è uno dei pezzi più importanti della collezione ospitata a Palazzo Tau, annesso alla Cattedrale di Reims, e non smette di raccontare con il luccichio delle sue gemme infinite storie di re e regine, dai fasti del potere all’oblio dell’esilio…t1

Articolo scritto da Carmen Carbonaro.

 

 

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