Campania … Il bosco di Capodimonte

Napoli-Parco-di-CapodimonteIn queste giornate ancora calde siamo tutti alla ricerca di un angolo fresco come alternativa ai condizionatori che nocciono anche alla salute  quindi meglio rifugiarsi in uno dei tanti parchi della nostra penisola. Oggi visiteremo il bosco di Capodimonte, il più grande spazio verde di Napoli molto più ricco di alberi e prati ed è un posto ideale dove fare un pic nic.

Progettato dall’architetto Ferdinando Sanfelice nel 1734, il Parco di Capodimonte era considerato la riserva di caccia di Carlo di Borbone e oggi considerato il polmone verde di una metropoli caotica come Napoli.

AppartamentoReale MuseodiCapodimonteNel 1738 il sovrano decide di trasformare questo semplice Casino di caccia in una Reggia per ospitare la ricca collezione Farnese di cui sua madre gli aveva fatto dono. L’incarico venne affidato a Giovanni Antonio Medrano, che sviluppò un edificio in stile dorico in cui il tradizionale “rosso napoletano” contrasta con il piperno grigio. La Reggia di Capodimonte oggi è completamente un Museo che occupa tre piani: al primo piano c’è l’appartamento storico e la ricca collezione farnesiana; al secondo piano c’è la galleria con opere napoletane dal 200 al 700; al terzo piano è esposta la collezione di opere dell’Ottocento e di arte contemporanea.

Cinque viali principali si articolano in molteplici bivi e diramazioni che conducono alle diverse aree ospitate in questa enorme distesa verde: il Museo di Capodimonte, il Casino dei Principi, le scuderie e la chiesa di San Gennaro. Il vialone centrale, lungo 1,25 Km, è chiamato anche ‘Vialone del Gigante’ per la presenza della colossale statua posta alla sua estremità. Gli alberi lungo il vialone sono disposti in modo da formare una galleria verde, in armonia con il gusto dell’epoca che concepiva la natura non come un’entità nemica dell’uomo ma come elemento che la ragione poteva dominare e armonizzare.

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L’aspetto attuale del bosco è frutto del lavoro del botanico Dehnardt che, intorno alla metà del XIX secolo, trasformò i giardini secondo la moda dell’epoca, conferendogli un aspetto “romantico” stile inglese. Dehnardt arricchì il Parco di nuove specie arboree dal fascino esotico, testimoni di terre e culture lontane che fecero presto ad acclimatarsi e a proliferare anche nel nostro territorio. Olmi, querce, tigli, castagni, cipressi, pini. Ancora oggi i pregiati e secolari alberi di Dehnardt resistono al costante incedere del tempo e si lasciano ammirare consapevoli del loro charm.

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Il Bosco di Capodimonte è aperto tutti i giorni dalle ore 9 fino ad un’ora prima del tramonto. Il bosco è chiuso 1 gennaio, lunedì in Albis, 1 maggio e 25 dicembre. L’ingresso è gratuito.

Articolo scritto da Graziella La Rosa

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