Baleari…Ensaimada

L’ensaimada è un dolce tipico dell’isola di Maiorca. A partire dal 1996 è stato considerato come il piatto tipico di questa località. La sua fama ha varcato i confini dell’isola, diventando la prima colazione non solo dei maiorchini, ma anche dei visitatori e viene offerto in tutte le pasticcerie del luogo in una scatola ottagonale.  

Il suo nome proviene da ‘saïm’, che significa strutto di maiale ed è uno degli ingredienti. Tuttavia, la sua origine è discussa. C’è chi sostiene che i ‘progenitori’ della ensaimada furono gli arabi, che la introdussero nell’anno 909 e per questo motivo la sua forma ricorda uno dei loro turbanti. Altri credono che, derivi dal ‘bulema’, una pasta molto simile che anticamente veniva preparata dagli ebrei. 

La ensaimada tradizionale è quella preparata solo con la pasta, senza niente dentro. Ma negli ultimi anni viene anche riempita con diverse cosa, una più buona dell’altra: marmellata di zucca, crema tostata, cioccolato, panna, ecc.

Queste ensaimadas ripiene hanno una misura maggiore e si consumano normalmente come dessert in riunioni con familiari e amici.

Quelle piccole si preparano senza ripieno e sono la delizia della prima colazione. 

Ingredienti per il lievitino:

20 g. di farina manitoba, 10 g. di lievito di birra, 10 ml. di acqua tiepida.

Per l’impasto:

350 g. di farina manitoba 120 g. di zucchero, 150 ml. di acqua, 12 g. di lievito di birra, 1 uovo, ½ cucchiaino raso di sale, 50 g. di strutto per sfogliare (morbido), olio di semi per il piano di lavoro, zucchero a velo per decorare.

Preparazione. In una terrina amalgamate la farina con il lievito di birra sciolto nell’acqua tiepida. Coprite con la pellicola trasparente e lasciate lievitare 1 ora a temperatura ambiente. La Ensaimada è un dolce a lunga lievitazione, quindi potete iniziare a prepararlo nel pomeriggio per poter infornarlo la mattina.

Nel frattempo per preparare l’impasto nella planetaria montate l’uovo con lo zucchero, in modo che diventi spumoso. Aggiungete il lievito di birra sciolto nell’acqua e amalgamate. Togliete la frusta e mettete il gancio per impastare. Aggiungete il lievitino preparato precedentemente e, in seguito, poco alla volta, la farina setacciata e, in ultimo, il sale.

Continuate ad impastare per 30 minuti ad una velocità medio-bassa. Trascorsi i 30 minuti, prendete un pezzettino di impasto, tiratelo e noterete che diventerà trasparente. L’impasto è perfetto ! Coprite la ciotola con della pellicola trasparente e lasciate riposare 10 minuti.

Cospargete il piano di lavoro con dell’olio di semi e dividete l’impasto in 4 parti: ognuna diventerà una ensaimada !

Prendete una pallina e stendetela con il mattarello in senso della lunghezza. Spalmate con le mani una patina di strutto morbido su tutta la superficie stesa.

Con le mani tirate i bordi del rettangolo in modo da renderlo sottilissimo, quasi trasparente. Rifilate i bordi più corti e mettete questo cordoncino di impasto all’inizio del lato lungo, dove inizierete ad arrotolare. Il cordoncino vi sarà di aiuto per arrotolare meglio.

Arrotolate la ensaimada più strettamente possibile. Allungate il cilindro ottenuto e disponetelo a chiocciola sulla teglia ricoperta di carta da forno. Dovrete lasciare abbastanza spazio all’interno della spirale perchè in lievitazione crescerà molto. Tirate il finale della chiocciola in modo da renderlo sottile e fatelo aderire al bordo precedente della spirale.

Cospargete il piano di lavoro e il mattarello con ancora un pochino di olio e proseguite con la formazione delle altre 3 ensaimadas.

Una volta pronte, mettete le teglie nel forno spento per tutta la notte(almeno 12 ore). Accendete il forno statico a 200° Estraete le teglie da forno con le ensaimadas e spruzzate tutta la superficie con l’acqua. Infornate una teglia alla volta nel forno preriscaldato a 200°, abbassate subito la temperatura a 175° e proseguite la cottura per 15 minuti, fino a doratura.

Articolo scritto da Elvira Guglielmino