Albania, la Fortezza Argentata

Arroccata su una piccola collinetta, stretta tra il fiume Drin e i monti Mali i Gjere, la città di Gjirokastra (o Gjirokaster) è la capitale dell’omonima regione , nel sud dell’Albania, raggiungibile da Saranda attraverso una spettacolare strada che conduce per il passo di Muzina.
Gjirokastra è ciò che resta dell’antica Argirocastro, una fiorente comunità sorta intorno al I sec. d.c., divenuta nel XII secolo centro bizantino con il nome di Argyropolis , ovvero la città d’argento. Si può facilmente ipotizzare che a seguito delle continue incursioni dei popoli vicini, la cittadina si sia dotata di opere di fortificazione tanto da giustificarne il mutamento del nome in Agirocastro, la fortezza d’argento.


Del perchè poi la città sia detta proprio d’argento lo si deve ai suoi tetti in ardesia, di colore grigio, che dopo le piogge brillano per i cristalli contenuti nella pietra.
Le numerose opere di fortificazione non salvarono la città dalla conquista di diversi signori: nonostante la sua strenue resistenza, nel 1417 Gjirokastra cadde sotto il potere degli Ottomani e vi rimase fino a 1811, quando divenne feudo personale di Alì Pascià di Tepeleni, come larga parte dell’odierna Albania.
Con Alì Pascià iniziò, comunque, una singolare fase di sviluppo culturale, dal momento che il nuovo signore era aperto alle influenze culturali d’Europa, tanto da ospitare numeorsi artisti ,soprattutto letterati , tra i quali Lord Byron. Per altro Gjirokastra può annoverare non solo scrittori…di passaggio, ma può vantarsi anche di aver dato i natali a Ismail Kadare, uno dei più famosi scrittori albanesi contemporanei, che qui nacque nel 1936.
La vivacità culturale e il fermento ideologico di Argirocastro si manifestò anche in epoca moderna quando, a metà del XIX secolo, la città divenne centro della resisitenza contro i turchi e l’Assemblea cittadina diede il via alla liberazione dell’Albania.
La strada per la libertà era ancora lunga e travagliata poichè la regione continuò ad essere contesa tra Grecia e l’Italia e cadde nella mani di quest’ultima per alcuni anni durante la Seconda Guerra Mondiale.
Tra le mura di Gjirokastra nel 1908, intanto, era nato Enver Hoxa, il futuro dittatore albanese che avrebbe retto le sorti dle paese come segretario del Partito del Lavoro e leader assoluto dal 1945 al 1985.
Periodo non facile quello della dominazione comunista di Hoxa, spesso sconfinata in forme di vera paranoia e di terrore. Hoxa era convinto che l’Albania fosse ambita preda da parte di tutte le potenze vicine, perisno dei paesi dell’aerea comunista, e per difendersi da evetuali attacchi decise di costruire bunker dai quali ancora oggi spuntano minacciosi le bocche dei cannoni, puntati verso mare e montagna, non si sa mai…A Gjirokastra rimangono anche dei sotterranei nei quali la popolazione avrebbe dovuto rifugiarsi in caso si incursioni…alcuni di questi tunnel sono i sotterranei del castello, in parte non esplorati.


Oggi la casa natale di Hoxa non esiste più visto che, dopo la caduta del regime, fu fattta saltare in aria da forze anti comuniste. La dimora è stata in seguito ricostruita per essere trasformata in Museo Etnografico.
Del glorioso e travagliato passato di Gjirokastra oggi rimangono le tracce soprattutto nelle vestigia del Castello-fortezza che domina il centro storico della città, collocato su un altopiano dalla curiosa forma di nave.
Da visitare le gallerie risalenti al V sec. d.c. , dalle copertura a botte, che negli anni passati fungevano da deposito dell’artiglieria. Nel castello i trovano i resti di un aereo che la “tradizione” albanese, o meglio la propaganda comunista, diceva si trattasse di un aereo spia americano gloriosamente abbattuto dalla contraerea albanese…resti di una altro tempo, di un altro regime…
Attorno al Castello si sviluppa il bazar, testimonianza dei lunghi secoli di dominazione Ottomana, e lungo le vie vicine si contano numerose botteghe artigiane, un vero spettacolo!
Gjirokastra, inoltre, accoglie il visitatore con musei di ogni genere, tra i quali, da non perdere, il Museo Nazionale delle Armi, all’interno del castello, e il Museo Etnografic, come dicevamo nella casa di Hoxa.
In realtà l’intera città è un museo a cielo aperto, con gli scorci che si offrono al visitatore passeggiando per le strade cittadine, dalle dimore storiche ai quartieri fortezza, dalla casa di Zekat, a Babameto, Skendulate, ai quartieri di Pazar i Vjeter, Partizani, Dunavat, Hazmurat.
Numerose anche le abitazioni italian style, Villa Kokolari, Papavanjieli, l’ albergo Royal e quella che fu la sede del Banco di Napoli.
Gjirokastra è anche uno dei più importanti centri universitari del Paese e ne porta le tracce nella vivace vita sociale che vi si può trovare, a cominciare dai locali disseminati per la città.
Storia, arte, natura, iniziative culturali che valorizzano la tradizione e l’innovazione come il Festival Nazionale del Folklore hanno meritatamente valso a Gjirokastra l’inserimento nel patrimonio Unesco sin dal 2005.
E se la città non bastasse, è possibile fare trekking e hiking nel circondario, magari con una rapida visita alla vicina sorgente di Syri i Kalter, letteralmente “occhio azzurro”, una sorgente d’acqua profondissima che al centro assume una colorazione blu.
Articolo scritto da Carmen Carbonaro

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