Agrigento, il fascino di una storia millenaria…


valle-dei-templi-agrigentoLa strada si inerpica tra basse colline coperte di vigneti a perdita d’occhio, e conduce alla Valle dove il tempo si è fermato, la Valle dei Templi, ad Agrigento…bastano due ore dai vicini aeroporti di Catania e di Palermo per raggiungere la città che ha dato i natali a Luigi Pirandello.

Il capoluogo siciliano ospita uno dei patrimoni archeologici più importanti e ben conservati al mondo, che regge il confronto con la vicina Grecia, poiché ospita i resti dell’impronta ellenistica dell’antica Akragas, cittadina della Magna Grecia , fondata nel 581 a.c. da coloni di Gela, originari di Rodi e Creta. Le vicende della città ellenica si confondono nel tempo con le storie dei molti popoli protagonisti del Mediterraneo, dai Romani agli Arabi di Girgenti. Sembra proprio che le vicende della storia cittadina abbiano lasciato traccia nel Parco Archeologico della città.

Lo spettacolo della Valle dei Templi è straordinario, con le colonne dorate che portano i segni del tempo e raccontano storie millenarie…: dieci templi in ordine dorico, la cui attribuzione  e denominazione è a tutt’oggi incerta figlia di speculazioni più che di dati certi, tre santuari, le necropoli di Montelusa , Mosè , Pezzino , Acrosoli, Paleocrsitiana, ed ancora la Tomba di Terone, il giardino della Kolymbetra e gli ipogei, senza dimenticare il quartiere ellenistico, l’Olympieion e il Buleuterion, l’Agorà superiore e inferiore…un universo che fa del sito uno dei più grandi al mondo e che a buon diritto ha ottenuto il riconoscimento UNESCO di Patrimonio dell’Umanità nel 1997.agrigento 1

All’imbrunire il sito si ammanta di magia.

Una volta entrati, da soli o accompagnati da solerti guide turistiche, a pagamento, si può percorrere il tragitto di circa 2,5 km, mentre il sole tramonta dolcemente alle vostre spalle e la frescura della sera dona refrigerio a uomini e cose. Mentre le tenebre avvolgono i capitelli, i resti delle colonne e gli ulivi dal tronco contorto, le luci soffuse lungo il viale principale confondono le ombre dei presenti con gli echi dei tempi antichi. In questa atmosfera sospesa tra il presente e il passato non si fa certo fatica ad immaginare i volti di uomini e donne che nei secoli si sono succeduti in quei luoghi, i profumi e i prodotti di uso comune a greci, romani, arabi, che tra quelle rocce hanno sacrificato ai loro dei, pregato per le anime dei defunti, celebrato i propri riti, vissuto la propria quotidianità.agrigento 2

Nel cuore del percorso è possibile consumare un rapido spuntino o una cena con i prodotti tipici siciliani nel punto di ristoro che rimane aperto sino alle 23, 24 la domenica notte.

Sovente all’interno del percorso archeologico si può assistere a spettacoli di musica , di teatro o di poesia.

Insomma, prendetevi una notte di pausa dalle feste mondane e dalla frenesia della città per regalarvi un’esperienza aldilà del tempo …porterete con voi un ricordo unico di una terra straordinaria.

Articolo scritto da Carmen Carbonaro

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