Storie di uomini…e di funghi

downloadRacconta la storia che il 13 ottobre del 54 d.c. l’Imperatore Claudio morì per avere inavvertitamente mangiato funghi velenosi. Sul fatto si stesero le ombre lunghe del sospetto che la moglie Agrippina , approfittando della golosità dell’Imperatore che adorava i funghi, gli abbia fatto servire un bel piattone di Amanita Phalloides…

Ed ancora.

Tra il 19 e il 22 setttembre del 1991 i coniugi Erika e Helmut Simon, originari di Norimberga, fecero una escursione sulle Alpi lungo il confine Italo-austriaco, e lì si imbatterono nei resti di quello che sarebbe stato da lì a poco conosciuto con il nomignolo di Oetzi. L’uomo , vissuto 5300 anni fa, portava nella bisaccia  dei funghi della specie Piptoporus betulinus, importante per le sue attività antibiotiche e vermifughe, e una massa lanuginosa ottenuta dal fungo fomes fomentarius, probabilmente un kit medico che testimonia come già in epoca primitiva gli uomini conoscessero e apprezzassero le proprietà terapeutiche di questi prodigiosi frutti della terra.otzi4

L’interesse per i funghi in epoca preistorica era legato principalmente al loro potere allucinogeno che permetteva il “contatto ” con le divinità durante le cerimonie sacre.

Rimangono tracce di questo uso nei resti fossili e nei graffiti del Sahara datati tra i 7000 e 9000 anni fa.

Nell’antico Egitto i sacerdoti erano sicuri che i funghi fossero erbe che garantivano l’immortalità e pertanto potevano essere consumati solo dai Faraoni.

Di converso, presso gli antichi Greci si riconosceva il loro potere mortale, tanto da essere guardati con sospetto ed evitati. Nonostante la paura, una leggenda narrata da Pausania , racconta che Perseo, al ritorno da un lungo viaggio, per ristorarsi, bevve un sorso d’acqua raccolta nel cappello di un fungo. Nel luogo dove aveva raccolto il fungo l’eroe fondò una città che chiamò…Mykés, fungo in greco, ovvero Micene.

Presso i Romani, come abbiamo narrato nell’episodio della morte di Claudio, i funghi venivano apprezzati, sebbene si fosse già a conoscenza che molti di loro erano velenosi. La stessa parola Fungus deriva dal latino funus= morte e ago= porto, letteralmente portatore di morte.

La triste nomea dei funghi non impedì ai romani di apprezzare il sapore delle specie edibili, tanto che molti piatti che trionfavano nei banchetti come prelibatezze erano caratterizzati dalle farciture di funghi.

I nostri profumati frutti del bosco, invece, paiono scomparire nei ricettari medioevali per tornare a campeggiare sulle tavole rinascimentali di nobili ed imperatori: tra i piatti presenti al banchetto tenutosi nel 1536 a Roma  in onore di Carlo V si legge di una zuppa di prugnoli come primo piatto e crostate di prugnoli tra le ultime pietanze servite.

Solo nel ‘700 , però, rinacque l’interesse scientifico e culinario per i funghi, grazie agli studi condotti da Pier Antonio Micheli con l’uso del microscopio che ne permise la classificazione.

Nelle culture del Centro America, invece, i funghi erano circondati da un alone di magia e difficilmente si pensa sono stati utilizzati per fini culinari.

In Guatemala e in Messico, per esempio, è avvenuto il ritrovamento di pietre fungo che rappresentano una sorta di Amanita Muscaria, del tutto simile alla varietà europea. Pare che questa tipologia di Amanita venisse utilizzata nelle cerimonie sacre dagli sciamani, provocando loro uno stato di trance e favorendo l’interpretazione dei sogni e il contatto con il regno dei morti.pietra-fungo-01

Anche in Siberia presso gli Yakuti e i Chukchee l ‘Amanita Muscaria era apprezzata per gli usi cerimoniali, e, secondo gli studi degli antropologi , gli uomini impararono ad utilizzarla osservando il comportamento delle renne che se ne cibavano.

Ora, tradizione vuole che  proprio i popoli siberiani, sotto l’effetto dell’Amanita muscaria, nome scientifico di Agaricus Muscaricus, vedessero degli strani esseri vestiti di bianco e rosso che, entrando dai camini delle case, portavano in dono grossi sacchi colmi di funghi…antenati di Babbo Natale?images

La tradizione più antica e longeva è certamente quella cinese, che riconosce ai funghi valore medico e nutrizionale, oltre che misterico.

Nel trattato di Shen Nong Ben Cao scritto nel 250 a.c. i funghi sono considerati tra le piante più importanti , a fianco al Ginseng e all’Astragalo, e compongono la classe superiore delle erbe che tonificano il Qi e prolungano la vita.

La tradizione medica cinese prescrive l’uso dei funghi come cibo quotidiano poiché purifica reni e fegato.

Aldilà delle tradizioni e delle leggende, rimane il fatto che i funghi profumano boschi e tavole di mezzo mondo con grande piacere di gourmet…o semplici golosi!

Articolo scritto da Carmen Carbonaro

 

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